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SETTIMO T.SE: coltivare un orto sulla biblioteca Archimede fa stare bene

Stare bene insieme coltivando ortaggi sul tetto della biblioteca.

Sulla terrazza della biblioteca Archimede, alle spalle dell’area che di solito si dedica alle presentazioni estive di libri e musica, c’è un vero e proprio orto coltivato e curato alla perfezione dagli inquilini e dalle inquiline del gruppo appartamento di Settimo T.Se della Cooperativa il Margine, con il supporto tecnico della Cooperativa Agricola Sociale Cavoli Nostri di Feletto e sotto la direzione dell’unione N.E.T.

Il progetto è iniziato nel 2016 grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, con la collaborazione della Città di Settimo, con gli assessori Massimo Pace e Silvia Favetta, la Fondazione ECM, la Cooperativa Cavoli Nostri, la Cooperativa Margine e la Coldiretti Torino. Nel 2017 è subentrata L’Oréal che finanzia, a tutt’oggi, tutte le attività che la terra e gli ortaggi necessitano. 

Dario, Roberto, Cristina, Giovanna, Roberto e Annalisa, aiutati da Elena Micheletti, di Cavoli Nostri, e Elena Miron, del Margine, sono i sei “contadini” che, due volte alla settimana, per sei mesi all’anno, si occupano di coltivare e di far crescere al meglio le verdure, ognuno con un compito preciso.

Si armano di zappa, cesoia, rastrello, annaffiatoio e una piccola pala e curano le piantine con amore e dovizia: pomodori, insalate, zucchine, melanzane, fragole e tanto altro. Dispongono le piante in linea, le legano ai paletti di sostegno, le innaffiano, tolgono le erbacce e, a volte, parlano loro, assecondando alcuni stimati botanici che affermano che parlare alle piante aumenta la produzione.

Ognuno ha le sue attività preferite– dice Elena Micheletti, presidente della Coop. Cavoli Nostri – ed è bello lavorare con con questi/e ragazzi/e, mettono moltissimo impegno nella loro attività agricola. E poi osservare le loro espressioni mentre raccolgono gli ortaggi non ha prezzo”.

Una volta raccolti gli ortaggi, sicuramente biologici e di ottima qualità, vengono portati a casa dei “contadini” e finiscono in cucina arricchendo il sapore dei loro piatti.

É un’attività molto importante– sottolinea Elena Miron, operatrice socio-sanitaria del Margine, – che li rende maggiormente responsabili. Coltivare le verdure e poi mangiarle insieme ai compagni di casa li fa stare bene”.

A me piace molto – afferma con orgoglio Roberto mentre toglie le erbacce dalle piante di pomodoro – perché è una festa quando mangiamo le verdure che abbiamo coltivato noi”.

É bello curare le piante– esclama Annalisa raccogliendo le fragole mature – vederle crescere è fantastico”.

Questo progetto di ortoterapia ha un duplice valore psicologico: stimola le capacità relazionali, poiché lavorare insieme insegna a tollerare i propri e gli altrui limiti, e stimola l’autostima, perché vedere che si è in grado di produrre qualcosa fa bene al giudizio che si ha di sé.

L’attività è supportata da alcune ragazze del Servizio Civile, come Martina Frisina, studentessa in Tecniche erboristiche, che organizza degli incontri di conoscenza sulle piante aromatiche e officinali coltivate in loco.

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Blogger: Marco G. Dibenedetto

Marco G. Dibenedetto
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