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Carabinieri del Nas
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SETTIMO T.SE. Blitz dei carabinieri al presidio di Settimo. Finalmente ci sono i numeri

Numeri dei contagiati. Morti sospette. Pazienti positivi al coronavirus dimessi senza essere stati sottoposti al tampone e altri pazienti spostati (anche questi senza tampone) dagli ospedali di Torino e provincia a Settimo Torinese.  Il tutto con il dito indice puntato su quel nuovo reparto di malati Covid (non intubati), ricavato lassù, al terzo piano.

Di questo si sta occupando la Procura di Ivrea sulla base di una lettera del 6 aprile scorso firmata dal sindaco Elena Piastra e inviata all’Asl to4, a Saapa (la società che amministra l’ospedale), alla Regione e al Prefetto di Torino. Si è aggiunto un esposto di Cgil, Cisl e Uil in cui si denuncia l’assenza, all’inizio dell’emergenza, dei dispositivi di protezione individuali per i sanitari costretti, poveri loro, a usare mascherine di cotone, anche chiamate “chirurgiche”.

Ed è proprio nel presidio di Settimo che nel pomeriggio di mercoledì scorso si sono presentati i carabinieri del Nas. Hanno perlustrato i locali. Hanno acquisito documentazione (anche la risposta inviata da Saapa, il cui direttore amministrativo è l’ex sindaco Aldo Corgiat a Piastra) e altra ne hanno chiesta alla direzione generale dell’Asl To4, tra cui i verbali della Commissione di vigilanza, di cui uno risalente a qualche giorno prima, in cui non si sarebbe rilevato alcunché di anormale rispetto alla situazione generale.

Il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando parla di un fascicolo “senza indagati” e non è escluso, considerando la portata della pandemia, che tale rimanga. L’indagine però un effetto lo ha già ottenuto e, infatti, proprio oggi, durante una riunione tra la direzione dell’ospedale e i sindacati, i numeri sono venuti fuori tutti. E ci sarebbero 6 medici positivi su un totale di 20, ma due di questi starebbero già per fare rientro e altri due (sempre tra questi sei) avrebbero contratto il virus fuori dalla struttura. Si aggiungono 14 casi tre le file dei 170 dipendenti della Cooperativa Frassati.

“L’ultimo richiesta per uno screening – ha sottolineato Saapa ai Nas – è del 3 aprile….”. Ma com’era prevedibile non si è mossa foglia e i casi positivi, in base ad una corsia preferenziale prevista per il personale sanitario, sono stati accertati direttamente al Pronto Soccorso. “Adesso è diverso – ha aggiunto sempre Saapa – Essendo diventati presidio Covid avremo la precedenza sui tamponi e l’Asl To4 ha cominciato a rifornirci con materiali FP2″.

“Le dimissioni – aveva risposto il 7 aprile Saapa al Sindaco –  avvengono su responsabilità medica e pertanto si esclude che vi possano essere stato o vi siano casi che risultino sintomatici all’atto del rientro a domicilio o all’atto di trasferimenti presso altre strutture (…) I pazienti con positività accertata sono tutti e solo in reaparti Covid. I pazienti con sintomatologia sospetta sono rigorosamente in isolamento ed è stata fatta richiesta di tamponi…”.

La verità è che la chiusura delle visite dei parenti, scoccata a partire dal 5 marzo, altro non poteva generare che ansia e incertezza a cui si sta facendo fronte, solo ora (il tempo di organizzarsi), con un servizio di informazione.

«Moltissimi cittadini – aveva scritto Piastra – continuano a rivolgersi al Comune per la mancata conoscenza delle situazioni relative ai degenti». Per questo chiedeva «con la massima urgenza» di conoscere i numeri.

Quello che stupisce in tutto questa grande confusione che ha visto le solite parti contrapposte (Corgiat e Piastra, Corgiat e i sindacati, Saapa e Comune, Comune e Procura) è il ruolo della Regione Piemonte e della direzione dell’Asl To4.  Ancora rimbombano, infatti, nella testa le risposte dell’assessore regionale Luigi Genesio Icardi ad una nostra specifica domanda sul futuro prossimo del presidio settimese, peraltro pronunciate in video conferenza ancora in chiaro nella pagina Facebook della Regione Piemonte. “Non è un ospedale Covid” ci aveva risposto. E invece, a quanto pare, lo è ma a sua insaputa…

Ah, dimenticavamo…. Saapa, per non far mancare nulla, ma proprio nulla, al dibattito di oggi e a quello di domani, ha presentato denuncia di querela per diffusione di false informazioni o se si preferisce di “fake news”. Alè !!!

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