Home / In provincia di Torino / SETTIMO. Sul cappello c’è una lunga penna nera e una bella storia W GLI ALPINI!
CON LE MADRINE I veterani del gruppo di Settimo e il consiglio di gruppo posano per una foto che resterà nella storia

SETTIMO. Sul cappello c’è una lunga penna nera e una bella storia W GLI ALPINI!

L’attività associativa del gruppo alpino è iniziata nel mese di marzo 1930 e contava 32 iscritti. Attualmente, il gruppo ha 123 iscritti così suddivisi: 85 alpini, 8 amici degli alpini, 30 soci aggregati. La sede è intitolata all’alpino Cav. Giuseppe Scarafiotti. Il gruppo alpino si è costituito nel 1930, sotto la guida del capogruppo Paolo Bodoira dal 1930 al 1934.

La storia

L’idea di costituire il gruppo degli Alpini ed Artiglieri da montagna in congedo, a Settimo Torinese, prese consistenza nell’animo dei “Veci” della guerra 1915-1918. Nel mese di marzo 1930, il gruppo nacque con l’adesione di 32 soci. L’inaugurazione ufficiale avvenne l’8 giugno successivo, quando c’erano già 70 soci.

Il padrino e la madrina del primo gagliardetto del gruppo locale degli alpini in congedo, conservato gelosamente nella teca nella  sede di via Palestro, furono Carlo Falchero e Rosa Benedetta, rispettivamente padre e madre di Alpini Caduti nella guerra 1915-1918.

La cerimonia si tenne nella prima sede provvisoria del gruppo, presso la casa della “Società Militare Umberto I”, sita “nell’aria d’Amour” (ora piazza della Libertà), luogo in cui si radunavano allora i Combattenti e reduci della Grande Guerra.

Come primo capogruppo fu eletto l’alpino Paolo Bodoira, rimasto in carica dal marzo 1930 fino all’aprile 1934.

L’alpino Giuseppe Scarafiotti fungeva da segretario e da cassiere, ed altri alpini collaboravano nel Consiglio del Gruppo.

Ma gli alpini di Settimo volevano respirare aria d’indipendenza e di libertà, così si trasferirono per alcuni mesi in via Torino, in una camera a “Ca’ dl’ Marsè”. La permanenza fu breve: il luogo della sede a quei tempi pareva troppo lontano dal centro di Settimo. Nel primi mesi del 1931 i soci del gruppo, si caricarono sulle spalle il tavolo, le poche sedie e l’armadio-libreria, per traslocare nella sede di via Italia, presso il “Caffè della Posta” dei Pagliero. Al capogruppo Bodoira succedeva nel 1934 l’alpino Giuseppe Scarafiotti, già trasferitosi a Settimo da Verolengo per prendere il comando dei Vigili Urbani di Settimo.

Nella decorosa sede del caffè Pagliero, sebbene si trovassero a loro agio per radunarsi e giocare a carte, agli alpini mancava il gioco delle bocce.

Fu così che nei primi mesi del 1942, nel pieno del secondo conflitto mondiale, il gruppo di Settimo, sotto la guida dell’alpino Scarafiotti, si trasferì nella vicina via Palestro, al “Ciabot Pulaia” dove si trova ancora attualmente. I locali non erano a quel tempo molto confortevoli, ma la vista spaziava dal verde della campagna alla collina di Superga.

Il terreno, preso in affitto dai coniugi Marcello Rolla e Margherita Cravero, era di circa 2.650 metri quadrati: era parzialmente recintato lungo il suo perimetro e c’era soltanto una piccola baracca, con soffitti di perline “trasparenti” e pavimenti in legno su battuto di cemento. In previsione dei lavori di ristrutturazione, fu stipulato con i proprietari dell’immobile un contratto della durata di nove anni. L’ampia superficie del terreno, permise agli alpini di realizzare i campi per il gioco bocce, continuando a poter contare su un ampio cortile,  un pergolato e un orticello da coltivare.

Gli alpini avevano finalmente trovato la sede ideale per i loro svaghi e gli incontri amichevoli, ma ben presto la loro quiete venne turbata dai rastrellamenti dei nazifascisti successivi all’8 settembre 1943.

Gli alpini però non si mossero e tennero duro anche quando fuori della recinzione crepitava il fucile mitragliatore.

Venne poi la Liberazione e la sede di via Palestro subì i primi ritocchi, attirando soci e simpatizzanti. Sul finire degli anni quaranta, Marcello Rolla, socio del gruppo e comproprietario dell’immobile in cui avevano trovato sede gli alpini di Settimo, espresse le sue ultime volontà in punto di morte, dando agli alpini il beneficio del diritto di prelazione fra i possibili acquirenti del terreno e dell’immobile.

L’acquisto della sede

La cifra richiesta, circa un milione, pareva a quei tempi una somma impossibile da mettere insieme, ma con volontà e l’impegno, gli alpini riuscirono ad effettuare l’acquisto e ad onorare il debito tramite sottoscrizioni e raccolte fondi, tra attività conviviali e serate a tavola.

Nella fase di costruzione della sede bisogna ricordare i fratelli Garnero, veri donatori e persone di grande cuore, in quanto erano loro che fornivano costantemente sia il legno che il materiale edile e quant’altro utile  agli alpini per costruire la sede nei ritagli di tempo, mettendo manodopera ed innumerevoli ore di lavoro nei giorni di sabato e domenica.

Nel 1970 l’alpino Scarafiotti lasciò il posto da capogruppo per motivi di salute: gli subentrò nella carica di capogruppo l’alpino Gaspare Bollito. All’unanimità l’alpino Scarafiotti fu eletto presidente onorario.

IL MONUMENTO NEL 1972

Nel 1972 dopo grandi sacrifici organizzativi e finanziari del direttivo e di tutti i soci alpini, il gruppo ebbe finalmente il sospirato monumento al Valore Alpino, che fu inaugurato con una grande manifestazione il 29 ottobre.

Nel 1985 fu eletto capogruppo l’alpino Carlo Lanza. A quell’epoca, c’erano 198 soci fra Alpini ed Artiglieri da montagna e numerosi simpatizzanti che partecipavano collateralmente alla vita del gruppo.

Nel 2000 subentrò l’alpino Giuseppe Gremo, già segretario del capogruppo l’alpino Lanza.

Nel 2009, toccò all’alpino Daniele Revello ad essere eletto capogruppo. Anch’esso proveniente dall’esperienza di segretario di gruppo, ha continuato a percorrere le stesse orme, affrontando nel frattempo un periodo impegnativo a causa di urgenti e necessari lavori di ristrutturazione e di  consolidamento della sede.

Il resto è storia recente: nel 2018 è stato eletto l’alpino Mario Iannone.

I locali della sede e le attrezzature hanno subito recentemente notevoli trasformazioni. Sono ancora in fase di manutenzione straordinaria, sempre nel rispetto delle normative vigenti: tutti i locali della struttura sono a norma, la cucina è  equipaggiata con attrezzature idonee per preparare i pasti, mentre i campi da gioco hanno subito una profonda ristrutturazione ed ammodernamento.

Il lavoro dell’attuale Consiglio di gruppo, è quello di coinvolgere gli alpini nelle attività promosse da tutte le associazioni ed onorare i costi affrontati negli ultimi anni, salvaguardando la propria autonomia. Un impegno quotidiano all’insegna dei valori tracciati dai padri fondatori della sede alpini.

Altre attività

Negli anni Sessanta fu inaugurata la banda musicale chiamata “Stella Alpina”, con a capo il maestro alpino Michieletto. Il suo vice era l’attuale socio alpino Dino Giordano. La banda esibiva nelle varie manifestazioni cittadine e alpine.

Il 3 giugno 1995 viene costituito anche il coro alpino con alla guida il in qualità di direttore l’attuale vice capogruppo Franco Sabatino, il coro tenuto a battesimo dalla madrina Elena Camerlo tale scelta è stata un vanto del coro, in quanto la madrina di grande spessore artistico era diplomata presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

Nel periodo di attività, il coro alpino ha effettuato delle fusioni di cantori: tra queste ricordiamo i cantori di Santa Maria di Borgo Nuovo e quelli di Baita Caviet di Leinì.

Il coro alpino, già protagonista di varie tournee provinciali e regionali, aveva subito una battuta d’arresto ma già dal mese di maggio di quest’anno si sta provvedendo a riorganizzarlo sempre grazie all’impegno del direttore, l’alpino Franco Sabatino.

GLI INTERVENTI

Nell’anno 2008 viene costituita la squadra di protezione civile alpina con a capo l’attuale vicecapogruppo Giancarlo Guglielmetti. La squadra addestrata e formata con corsi specifici organizzati dalla sezione Ana di Torino è stata impiegata in vari interventi.

Nel 2009 e 2010, la squadra è stata impegnata nel terremoto de L’Aquila, nel  2011 in occasione della frana con smottamento terreno in Val Pellice, nel 2012 per il terremoto di Finale Emilia e nel 2014 per l’alluvione delle Cinque Terre, in Liguria.

Nel 2015 in fase di riorganizzazione e riassetto della Protezione civile alpina, la squadra di Settimo Torinese viene assorbita da altre squadre già esistente sul territorio limitrofe.

L’aneddoto

Nel 1986, come consuetudine si provvedeva in autonomia soprattutto in economia – non è cambiato niente anche adesso succede anzi forse più di prima – a sfoltire dai rami gli alberi presenti in sede. Il socio alpino Carlo Castagno munito di motosega e roncola, insieme altri alpini, stava provvedendo con la motosega a tagliare un ramo per alleggerire un albero dal suo peso.  Il ramo cadde proprio sulla testa del capogruppo, procurandogli una ferita. Lanza la prese con grande spirito, chiedendo con ironia a tutti: “Ah.. E’ questo il modo di farmi fuori eh!?”.

Ma gli alpini presenti, nonostante il tentativo di sdrammatizzare da parte del loro capogruppo, erano preoccupati per la ferita: Lanza non voleva andare all’ospedale. Così, si guardarono tutti negli occhi e con un cenno di condivisione, presero di peso Lanza e lo portarono in cantina. Con l’ausilio di un ottimo aceto, prodotto dagli stessi alpini, riuscirono a disinfettare e a medicare il capogruppo.

I giovani

Perchè un ragazzo dovrebbe entrare nell’associazione alpini? “Non è facile rispondere, specialmente in questo periodo – ammette Iannone – in cui la leva militare è stata sospesa. La sospensione della leva ha prodotto un allontanamento dei giovani da tutte quelle istituzioni di stampo militare in cui si valorizzano i concetti di patria, libertà e giustizia, oltre ai principi di partecipazione alla solidarietà, al sacrificio e all’altruismo. Valori che diventavano parte integrante della propria identità personale.

Penso che sia giusto far conoscere ai ragazzi chi siamo, cosa vogliamo e cosa rappresentiamo. Stiamo pensando, in analogia a quanto già organizzato dalla nostra sezione di Torino, ad un campo estivo con varie lezioni anche topografiche rivolte ai ragazzi.

Tutte le nostre iniziative sono aperte a tutti, dai più piccoli ai più grandi.

I miei obiettivi sono quelli d’integrare sempre di più i nostri alpini in tutte le attività promosse sia dalle associazioni che dall’amministrazione comunale. Per noi alpini, i ragazzi rappresentano il vero investimento da fare: sono la nostra speranza per il futuro.  Penso che se riusciremo a farci conoscere, con l’aiuto delle sane organizzazioni presenti sul territorio e dell’amministrazione comunale, i ragazzi cominceranno ad avvicinarsi agli alpini. E noi, li stiamo aspettando a braccia aperte”.

(si ringrazia Mario Iannone ed il Consiglio di  gruppo per la collaborazione)

Mario Iannone, l’alpino con la passione per la sua città

Il capogruppo Mario Iannone è nato il 6 maggio 1962 a Pagani, in provincia di Salerno. Dopo aver frequentato il triennio nell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, ha conseguito la specializzazione di Congegnatore Meccanico. All’età di 17 anni è entrato nella Scuola Allievi Sottufficiale dell’Esercito in Viterbo. Dopo il periodo di scuola militare di base e quella di specializzazione svolta a Piacenza, è stato assegnato alla fine del 1981 presso lo stabilimento militare di Torino denominato allora 1° O.R.E. (Officina Riparazione Esercito).

Mario Iannone

Ha svolto diversi incarichi, da quelli contabili a quelli tecnici. E’ stato impiegato con l’incarico di Capo Laboratorio Armi, successivamente nel 1998 con la chiusura dello stabilimento di Torino è stato chiamato a prestare servizio fino all’anno 2000 presso il Polo Nord dell’Esercito denominato Ce.Ri.Mant. sito di Milano. Dopo questo impegno è stato impiegato presso altro Ente militare in Torino e poi impiegato presso il reggimento logistico della Brigata Taurinense a Rivoli, fino a conclusione della carriera militare. Durante la permanenza nell’ultimo reggimento, è entrato nel mondo degli alpini, condividendo tutti i loro valori e principi. Nell’ultimo periodo della carriera militare è stato impegnato in molte missioni di pace all’estero, percorrendo vari Stati, dai paesi balcanici ai paesi mediorientali.

E’ sposato dal mese di settembre 1984 con Margherita Ruggiero, ed è papà di tre figlie (Pamela, Federica e Desirè), nonché nonno di due nipotine Sharon e Isabel.

E’ stato premiato con varie medaglie e onorificenze tra cui, la più importante, la medaglia cavalleresca “Mauriziana”.

Dal 14 gennaio 2018, dopo libere votazioni, è stato eletto capogruppo degli Alpini di Settimo Torinese, “Nomina che con molto piacere – dice Mario Iannone – ho accettato e porto avanti con senso di responsabilità. I miei obiettivi sono molto ambiziosi ed hanno lo scopo di portare in primo piano i valori degli  alpini nella città di Settimo”.

Il consiglio di gruppo

Giuseppe Valsania, Giancarlo Guglielmetti, Franco Sabatino, Daniele Revello, Andrea Cernusco, Paolo Mazzolli, Gaspare Ferro, Giuseppe Ravasso.

In Particolare

Il più anziano: Alpino Aldo Schierano, classe 1921

Il più giovane: Alpino Daniele Frisone, Classe 1987

Le donne: sono presenti 9 donne, regolarmente iscritte, di cui 3 sono le Madrine del gruppo alpini di Settimo. Nello specifico, sono Franca Giordano, (vedova dell’ex capogruppo Lanza), Laura Ghirardello (vedova dell’alpino Pogliano) e Maddalena Brino.

Il motto:  “Amicitiam commemorat”  (Ricorda l’amicizia)

I capigruppo nella storia

Paolo Bodoira dal 1930 al 1934; Giuseppe Scarafiotti dal 1934 al 1954; Gaspare Bollito dal 1954 al 1985; Carlo Lanza dal 1985 al 2000; Giuseppe Gremo dal 2000 al 2009; Daniele Revello dal 2009 al 2017, Mario Iannone capogruppo in carica dal 2018.

Commenti

Blogger: Sandro Venturini

Sandro Venturini
La chimica delle parole

Leggi anche

BORGARO. Lavoro: operai senza permesso soggiorno, denunciato

L’amministratore unico di una ditta di lavori edili è stato denunciato dai carabinieri per avere …

Carabinieri (foto d'archivio)

PISCINA. Tentano scardinare bancomat con carro attrezzi, in fuga

Hanno tentato di asportare uno sportello bancomat agganciandolo a un carro attrezzi ma sono stati …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *