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Pino Palena

SETTIMO. Smog: Siamo ambientalisti o quaquaraquà

L’altra sera? In consiglio? L’assessore Massimo Pace si è acceso come un fiammifero.  E può capitare anche questo quando l’argomento in discussione è uno dei più caldi che si potessero affrontare. Smog. Siccità.  Ordinanze sindacali. E, non in ultima, la decisione del sindaco di non aderire al “blocco delle auto” della settimana precedente.
Sullo sfondo un’interpellanza dei consiglieri comunali Franca Levato e Pino Palena e due protocolli d’intesa, uno che non c’è più e uno nuovo di zecca, a cui tutti i comuni sopra i 20 mila abitanti non potranno fare a meno di aderire salvo incorrere in sanzioni

Per la cronaca, con il decreto della giunta regionale dell’8 giugno scorso, l’ordine di blocco delle auto Euro 4 è obbligatorio al superamento delle polveri sottili, calcolate in 50 microgrammi al metro cubo per 4 giorni consecutivi, anche degli Euro 5 se il limite viene superato per 10 giorni.

“E’ stato deliberato dalle Regioni Padane solo venerdì  (venerdì scorso ndr) e noi non ne sapevamo niente  si è messo a urlare, pur senza voce Pace  Ci adegueremo ma abbiamo detto quel che pensiamo e continueremo a dirlo…” .

E quel che pensa Pace è che il protocollo penalizzi l’unica città  dell’area metropolitana che nel corso degli anni ha fatto tutto quel che si doveva fare per diminuire le pm 10.

“La metropolitana però l’han fatta a Rivoli e a Moncalieri e ci siamo stufati di ricevere ordini – ha detto – Le soluzioni proposte noi le abbiamo già messe in pratica. E sono il verde, il teleriscaldamento e gli incentivi sul risparmio energetico. Abbiamo chiesto di finanziare altri progetti per continuare a mettere piante che sono l’unica cosa che si mangia la CO2, tutto il resto è noia. Sto parlando di una giunta regionale che dovrebbe essere mia amica ma non me ne importa nulla. Il protocollo dice che dovremmo controllare chi ha la stufa a pellet e il caminetto. Come si fa a controllare? Siamo ambientalisti o quaquaracquà…”.

Da qui la decisione di chiedere il potenziamento delle linee bus e il “biglietto unico” per  bus e treno, in caso di blocco delle auto.  Che è, a ben vedere, davvero poca cosa…

“ Noi non abbiamo chiesto chissà che roba – ha aggiunto – Abbiamo chiesto un tavolo di coordinamento tra comuni per decidere di fare le cose insieme…”.

E Pace, una gran voglia di andare in guerra ce l’avrebbe eccome. “Vorrei applicare il protocollo alla lettera e bloccare tutto, strade e autostrade – ha minacciato – Questo si meriterebbero, ma ci rimetterebbe la povera gente. Vi insegno un trucco state in 3 in macchina e fate quello che volete…”.

Un finale senza parole. E dire che tutto era cominciato con le giuste preoccupazioni del gruppo Uniti per Settimo sullo smog, ma anche sull’inquinamento radioattivo da Rutenio 106, di cui anche questo giornale ha dato notizia nelle scorse settimane. Una nube che non si sa da dove arriva e chi l’abbia generata.

“L’Arpa ha detto che la contaminazione non desta preoccupazione – ha inforcato il sindaco Fabrizio PuppoPossiamo stare tranquilli…”.

Tranquilli mica tanto. Di sicuro non lo è il consigliere Giuseppe Palena, professione medico pediatra. “Quando si parla di sostanze tossiche o inquinanti – ha detto  si fa sempre riferimento ad una persona adulta e non ad un infante. Io dico che c’è stato un grosso aumento delle patologie respiratorie. Il bambino si ammala molto, molto di più…”.

Gli è andato dietro Enrico Siniscalchi: “Sicuramente Palena ha maturato un’esperienza e avrà fatto un’analisi. Facciamo la voce più grossa con Torino. Chiediamo la linea metropolitana e la liberalizzazione del casello autostradale. Limitiamo il traffico che dalla statale 11 o dal Fornacino si riversa nel nostro centro cittadino…”

A chiedere al sindaco e a Pace di evitare strumentalizzazioni, in una fase pre-elettorale, sono, invece stati sia i cinquestelle che Forza Italia

“Io spero che stiamo scherzando – si è lamentato il grillino Andrea FavilliNon abbiamo aderito al blocco e abbiamo fatto bene? Per tre giorni consecutivi abbiamo sfiorato il limite di quasi 110.  Evitiamo di speculare sulla salute dei cittadini…”

E se qualche dubbio che il problema in verità sia di adeguarsi alle decisioni prese dal sindaco di Torino, che è dei cinquestelle, ce le ha pure l’azzurro Giorgio Chiarle, c’è chi ricorda –  e lo fa il grillino Arnaldo Cirillo – che di polveri sottili si parla da almeno 15/20 anni.

La tara e la conclusione è tutta di Franca Levato: “Non eravamo qui per dire se il sindaco ha fatto bene o ha fatto male. Volevamo richiamare l’attenzione su un problema serio. Manca un progetto a lungo termine, per organizzarci e per capire…”.

Gran finale con appello del sindaco Fabrizio Puppo al sindaco di Torino Chiara Appendino “che è anche sindaco della città Metropolitana ma se ne dimentica troppo spesso…”.

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