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Franscesco Vamo al gazebo della Lega Nord assieme a Gianluigi Cernusco

SETTIMO. Scurdammoce ‘o passato, il fascista Vamo sposa la Lega di Cernusco

È tornato Francesco Vamo, il collezionista di tessere di partito.

 

Il geometra settimese più famoso della politica è spuntato sabato al mercato di via Castiglione sotto il gazebo della Lega Nord, fianco a fianco con Gianluigi Cernusco, da tempo immemore colonna del Carroccio all’ombra della Torre. Impeccabile nella sua mise ingentilita da una sobria cravatta verde, Vamo sfoggiava un fazzolettino verde che spuntava discreto dal taschino, proprio sul cuore. Cuore che ormai batte soltanto per i colori padani. “Perchè è inutile che la destra disperda le forze”, commenta pragmatico.

 

È vero che non è la prima volta che Vamo resta folgorato sulla via di Predappio, pardon, Damasco. Ha una specie di abbonamento, visto che in tre anni ha cambiato tre partiti, roba da far impallidire perfino un autorità in materia come Nino Daniel. Certo che vederlo lì, sotto il Sole delle Alpi, ha scioccato ben bene gli osservatori della politica locale, che Vamo se lo ricordavano, non più tardi di due di mesi fa, intento a far proseliti sotto un altro gazebo e sotto un altro vessillo, quello di Forza Nuova. E prima ancora, lo avevano immortalato intento ad arringare le folle al banchetto di Alba Dorata, nota formazione neonazista internazionale poi miseramente naufragata nel mare tempestoso della Terza Repubblica.

 

Con un curriculum del genere, il buon Vamo non poteva che essere accolto a braccia aperte nelle schiere di Cernusco al grido di “scurdammoce ‘o passato”. Che la Lega, data per morta fino a ieri, oggi veleggia col vento in poppa verso percentuali da capogiro, al timone del nocchiero felpato Matteo Salvini. Il segretario desnudo, a colpi di comparsate televisive e copertine di Oggi (o forse malgrado ciò), è riuscito nell’impresa di resuscitare un partito ai minimi termini. Basti pensare che il povero Cernusco un anno fa si vergognava talmente di quei sondaggi da zerovirgola che si presentò alle comunali con un altro simbolo (la lista “Prima gli Italiani” ndr), raccattando peraltro quattro voti quattro. Ma il povero Alberto da Giussano, relegato in un cassetto e dimenticato da Dio come un Berlusconi qualunque, ha risfoderato lo spadone e cavalcando l’onda lunga della crisi è tornato in auge come non mai. La ricetta è semplice. Prendere un vecchio slogan, sostituire “terroni” con “immigrati” et voila, il 15% è servito. Via il vetusto Colera napoletano, oggi i sondaggi premiano l’Ebola che ci portano i negri. Che ci sono virus che tirano e altri meno, checcevoifa’.

 

Insomma, la Lega oggi fa proseliti e a Vamo, che da due anni sgomita per ritagliarsi un posticino nella politica locale, non è parso vero di entrar nelle fila di un partito vero. Poi gli è andata anche bene che Salvini abbia rivalutato i “terroni”, altrimenti chi glielo diceva, al segretario descamisado, che il buon geometra è immigrato pure lui, dalla Puglia? Ma nella Lega 2.0 c’è posto per tutti. Tutti tolti i rom. Tutti tolti i rom e gli immigrati. Dai, quasi tutti. Del resto pure il piemontesissimo Cernusco rinnega anni di lotta secessionista al ritmo di “va a da via i ciap” perchè, spiega, “noi della Lega siamo sempre stati per le tre Macroregioni. Difendiamo chi rispetta le regole”. E poi i voti son tutti uguali. Non è che quelli dei terroni valgono meno.

 

E pazienza se Vamo è un po’ fascista. Tanto è stato pure comunista. “La mia prima tessera? A 13 anni, nella Fgci (la giovanile del Pci, ndr). Poi Berlinguer è morto e con lui il comunismo”. E già che il povero Berlinguer riposava in pace, Vamo crescendo maturò una precisa coscienza politica in continuità con la sua origine bolscevica. Divenne fascista. Intendiamoci, fascista lo è ancora adesso che predica il salvinismo. “L’ideologia personale rimane – chiarisce – ma parliamoci chiaro, il passato è passato, il fascismo ha fatto tante cose belle ma la strada oggi è il federalismo. Voler tornare al fascismo sarebbe come voler tornare ai tempi degli egizi e rifare il Faraone. Non si può fare”. E dire che sarebbe bello. Insomma, “indietro non si torna”. Come diceva quello.

 

lorenzobernardi@giornalelavoce.it

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Un commento

  1. Avatar

    Sono questi i personaggi che scrivono
    L”Italia agli Italiani ce da ravibridire !!!!!!

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