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SETTIMO. Porre fine alla Tav

Idee chiare al MoVifest metropolitano di Settimo Torinese La prima giornata del MoVifest metropolitano di Settimo Torinese è stata caratterizzata da un intervento sul palco del movimento No Tav che ha denunciato la ripresa dei lavori a Chiomonte in Valsusa senza che il governo si opponesse, nonostante il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli avesse affermato che ogni ripresa dei lavori per la Torino Lione sarebbe stata considerata un atto ostile.

I No Tav sono storicamente molto vicini al MoVimento 5 Stelle avendone certamente caratterizzato la nascita e l’attività, almeno qui in Piemonte. Le battaglie comuni alle due autonome formazioni si sono fortemente intrecciate al punto che molti esponenti No Tav sono stati eletti parlamentari o amministratori pubblici nei consigli comunali, metropolitani e regionali del Piemonte, prima fra tutte la consigliera regionale Francesca Frediani, storica valsusina del Movimento No Tav. Proprio Frediani è salita sul palco per rispondere alle rimostranze dei No Tav che hanno anche lamentato la scarsa attenzione del governo nazionale, reo di non aver ancora risposto ad una lettera No Tav sulla ripresa dei lavori.

Frediani ha sottolineato l’assoluta determinazione del M5S a proseguire a fianco del Movimento No Tav fino all’annullamento del progetto. “Se non si ferma quest’opera – ha concluso la consigliera regionale – non mi vedranno più su un palco come questo”.

Sulla vicenda, il M5S è da sempre molto chiaro. Lo stesso Luigi Di Maio, proprio ad Ivrea nel giorno della presentazione del programma di governo lo scorso giugno, aveva riaffermato la volontà del M5S di opporsi al progetto No Tav, posizione ripresa pochi giorni fa anche da Roberto Fico e Alessandro Di Battista.

Su questa vicenda il M5S si gioca un aspetto centrale della sua stessa esistenza. La posizione del governo appare chiara, il contratto con la Lega dice senza ombra di dubbio che il progetto della TAV verrà integralmente riconsiderato analizzando il rapporto costi/benefici. L’analisi governativa è in corso, ma i molti studi finora svolti da autorevoli esperti hanno più volte dimostrato l’inutilità dell’opera che servirebbe solo a trasportare merci, in un periodo storico come questo in cui le merci viaggiano sempre meno in Italia e in Europa, tanto che le linee ferroviarie esistenti risultano sottoutilizzate. Ne è riprova il fatto che lo stesso governo francese ha messo in dubbio l’utilità e la fattibilità dell’opera. Certamente i tecnici del governo italiano devono rapidamente terminare l’analisi costi/benefici dell’opera e il governo deve prendere in tempi brevi una posizione definitiva per l’annullamento della TAV.

Ci permettiamo però di dire che sono passati solo 100 giorni di governo, non sappiamo se sufficienti a risolvere l’ormai decennale problema della TAV. Siamo in vigile attesa della decisione governativa, ma siamo anche fiduciosi della coerenza che da sempre contraddistingue il M5S e la sua azione di governo. Noi continuiamo ad aver chiaro che “sarà düra”, ma sappiamo anche che oggi esiste una possibilità concreta di porre fine a questo progetto inutile e dannoso.

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Blogger: Massimo Fresc

Massimo Fresc
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