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SETTIMO. Piastra risponde a Del Vago… “Non ti dimettere, collaboriamo”

Lo sfogo del capogruppo dei 5 stelle, Massimo Del Vago, non è passato inosservato. “Io mi sono sentito preso in giro – aveva raccontato, martedì scorso, il leader dei grillini – non ho dormito la notte, mi sono agitato, mi è salita la pressione. Ci sono cose che non capisco: arriviamo in consiglio, portiamo delle mozioni, ci dicono che condividono tutto ma poi non le votano. Mi spiegate che cosa vuol dire? Se uno condivide una cosa la vota, se non la condivide la boccia. Qui, invece, capitano queste cose. Quasi quasi mi dimetto”. A stretto giro, però, è arrivata la replica della prima cittadina, Elena Piastra, pronta a ricucire. 

Ti è dispiaciuto sentire quelle parole da Del Vago?

Ho imparato a conoscere Massimo in questi anni e gli riconosco un’imparzialità e una disponibilità al dialogo rari. Ma capisco che ognuno ha il suo ruolo e lui è capogruppo di un partito all’opposizione, quindi è normale che se la prenda se le sue mozioni vengono respinte”.

Ma Del Vago ha ragione quando parla di “Bandierine”?

“Ho letto l’articolo e lo sfogo di Del Vago, non c’è voglia di mettere bandierine da parte della maggioranza. C’è la sincera volontà di collaborazione su temi che consideriamo interessanti e comuni ma anche la responsabilità di dire dei “Si” quando si è organizzati e tutto funziona. Certamente in passato si è fatto diversamente ma noi vogliamo avere metodo nuovo e costruttivo in modo reale. Tant’è che, in passato, le mozioni della minoranza venivano quasi sempre bocciate senza neanche fare ragionamenti nel merito. Da parte nostra c’è volontà di costruire rispetto a quelle mozioni, in modo sincero. Però ci aspettiamo che si cerchi di collaborare in modo reale e fattivo e non si guardi sempre la maggioranza in modo diffidente, come se noi lavorassimo contro l’opposizione”. 

Lui dice che ogni tanto evadi gli argomenti, è così?

“Io penso che le scelte politiche vadano spiegate e non c’è quasi mai una risposta secca alle questioni. Sarà un’idea “anziana”, ma non credo si possa parlare di De amicis se non si capisce perché per l’amministrazione ha un senso mantenere aperta una scuola in centro città. E non si può semplicemente accettare una proposta su un oggetto, fingendo che la normativa nazionale non sia contraddittoria. Credo che le scelte siano sempre frutto di complessità e penso sia giusto provare a spiegare parte di quel processo decisionale ai consiglieri, altrimenti tutto diventa “banale” e una proposta della minoranza rischia di sembrare respinta solo perché arriva dalla minoranza. Facciamo l’esempio della mozione sulla banca del tempo a scuola. E’ una bella proposta, già presente in almeno un comprensivo in città, ma i dirigenti sono cambiati e non è detto che tutti siano d’accordo. Non è serio approvare una mozione simile, senza un confronto con loro. Per capire le scelte bisogna darsi tempo e non semplificare. Quindi non credo di evadere gli argomenti, al contrario credo che aggiungere informazioni sia un modo per dare attenzione alla minoranza: quelle sono le informazioni che la maggioranza ha e che fanno prendere le decisioni”.

Credi che quello dei 5 stelle sia il modo più giusto di fare opposizione rispetto alle altre minoranze?

“Credo che ognuno abbia il suo modo di fare la minoranza e non penso ci sia un solo modo “giusto”. Credo che il capogruppo Del Vago sia persona responsabile e che ben conosca la città. Per questo presto particolare attenzione alla sua opinione sulle cose. Penso che molto si possa imparare da chi ha questo approccio, indipendentemente dalla parte in cui siede nell’emiciclo”.

Ha detto che sta pensando alle dimissioni, secondo te è bene che resti in consiglio comunale?

“Credo si sia capito che sono convinta che sia bene per la città che lui non si dimetta. Poi ognuno fa le sue scelte e non sono certo io a dovermi intromettere in certe dinamiche”.

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Blogger: Mattia Aimola

Mattia Aimola
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