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Maurizio Gugliotta Settimese, aveva 51 anni

SETTIMO. Omicidio al mercato: 12 anni a imputato, ‘vergogna’

E’ stato condannato a 12 anni Khalid De Greata, il nigeriano di 28 anni accusato dell’omicidio di Maurizio Gugliotta, il 51enne ucciso al mercato di libero scambio di Torino nell’ottobre 2017. Alla lettura della sentenza, in famigliari della vittima hanno protestato: “E’ una vergogna, siete senza cuore. Fra 12 anni lo ammazzo io”, ha urlato in aula in figlio. Il pm Gianfranco Colace aveva chiesto l’ergastolo. All’imputato è stata riconosciuta la seminfermità mentale.

Il giudice non ha concesso l’aggravante dei futili motivi perché nel procedimento non è stato possibile individuare la causa che ha scatenato l’aggressione. Inoltre l’imputato ha scelto il rito abbreviato, che comporta la diminuzione di un terzo della pena. Il giudice, che ha letto in aula le motivazioni contestualmente al dispositivo, ha chiesto agli avvocati di parte civile di spiegare alla famiglia gli aspetti tecnici della sentenza.

Omicidio al mercato: moglie della vittima, una vita non vale 12 anni

“Quanto vale la vita di mio marito? Solo 12 anni di carcere…!”. È disperata Carmela Caruso, la vedova di Maurizio Gugliotta, il 51enne di Settimo Torinese ucciso il 15 ottobre 2017 al mercato di libero scambio di Torino. “Io sono rimasta senza un marito e i miei figli senza un padre – piange in Tribunale dopo la lettura della sentenza – Questa cosa non è giusta e mio marito non me lo riporta indietro più nessuno. Non si può fare una cosa del genere. Questo è lo Stato italiano”. La famiglia è assistita dagli avvocati di parte civile Giulio Vinciguerra e Daniela Sabena. Il giudice ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 150 mila euro alla vedova e 150 mila euro a ciascuno dei tre figli. L’imputato, però, risulta nullatenente.

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Un commento

  1. Saverio Gpallav

    a ‘condannare’ a una mitissima pena questo criminale, negandogli l’aggravante dei futili motivi,. dev’essere un omonimo di un giudice talmente severo da condannare a due anni e mezzo di reclusione per ”rapina aggravata’ un ladruncolo che si era mangiato, senza pagarla, una merendina da pochi euro, insultando poi la guardia – di colore – che lo invitava in malo modo a pagare. https://www.giornalelavoce.it/torino-insulta-guardia-africana-indonesiano-condannato-per-razzismo-335398.
    Si stenta a credere che si tratti del medesimo giudice in quanto, fatte le debite proporzioni, avrebbe dovuto per coerenza condannare l’assassino a due o tre ergastoli. e invece lo ha condannato a nove anni e mezzo in più di un ladruncolo di merendine. no decisamente deve essere un caso di omonimia

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