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SETTIMO. Non sono numeri del cavolo: la Fera dij Coj è da record

Passione, tradizione, musica e sapori sempre attuali: la Fera Dij Coj è tutto questo. E’ la sintesi della “settimesità”, un evento che ha sovrastato la Patronale in termini di numeri e di “festa percepita”. Venerdì 16 novembre, in sala consiliare, sono stati messi in evidenza tutti i punti di forza di una manifestazione che piace e che continua a crescere. La serata inaugurale è stata organizzata dal Centro di Studi Settimesi, un momento per dare alla Pro Loco un posto d’onore dopo tanto lavoro. Paola Bolognino ha sottolineato lo sforzo organizzativo di fronte al sindaco Fabrizio Puppo, al vicepresidente del consiglio comunale, Angelo Palumbo ed alla consigliera comunale Roberta Cadoni. E’ stata una bella serata, rallegrata dalla verve del Centro di Studi Settimesi guidato da Franco Ferraresi e con la “fisa” suonata da Marco Volpatto. Il musicista è anche un apprezzato scrittore e per l’occasione ha letto un paio di pagine del suo ultimo libro, “Il Treno del Mare”, presentato la settimana scorsa in sala Levi. E quando si legge un libro di sera, di fronte ai bambini, in questo caso erano quelli della 3ªC della scuola “Rodari”, accade sempre una magia. La serata è stata anche il motivo per celebrare l’investitura del Re e della Regina dij Coj, al secolo Mario Sandrone e Gisella Bardina, alla presenza della Bela Lavandera, Katia Pautasso, e Gran Priore, Fabrizio Barbero. A completare la corte del cavolo, c’erano anche Monsù Pes-Coj (Mauro Sarti) e Madama Seola Ripjena (Marisa Mingardo). Durante la serata inaugurale, è stato presentato anche l’Armanacco 2019, un calendario speciale realizzato con vignette umoristiche e vecchi proverbi e modi di dire in piemontese. Un pezzo da collezione che è andato a ruba durante la Fera. Come tanti altri articoli messi in vendita: la fiera di novembre, a Settimo, è una delle più “desiderate” dai produttori e dai commercianti di tutta Italia.

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