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SETTIMO. Mozione profughi: tutti contro Mdp

Quattro ore circa, minuto più, minuto meno, intorno ad una mozione di Articolo Uno  sul Fenoglio e sul nuovo centro di prima accoglienza per i profughi (Hub), che sorgerà lì a fianco, per il momento unico in Piemonte. Inequivocabile il titolo: “Difendiamo i diritti umani”,

Tutto bene? Non proprio, ma era già nell’aria da tempo e sui giornali. Se c’è infatti mai stato un momento in cui il sindaco, da quando è sindaco, ha rischiato di saltare, quel momento è andato in scena proprio venerdì scorso, con Pd e Mdp pronti a lavare i panni sporchi in pubblico, senza nascondere nulla, ma proprio nulla, sulla difficile convivenza in seno alla maggioranza.

Prima si è preso il testo e su richiesta del sindaco lo si è amputato della premessa incentrata su un attacco frontale ai Governi Renzi e Gentiloni per una politica sui migranti che vede l’Italia con il Ministro Minniti connivente con la Libia nella gestione dei campi profughi. Poi è arrivata una sospensione di circa un’ora. Infine si è ripreso il dibattito con tutti allineati e coperti, Pd compreso, nel chiedere a Mdp di ritirare il punto all’ordine del giorno e Mdp in solitaria incapace di mollare un centimetro che fosse uno. 

Tolta la ciccia politica, in realtà, nel testo è rimasta ben poca roba. Cose già fatte o in procinto di farsi, niente di particolare salvo una, il tetto massimo, pari a 420 persone, di cui 300 per l’Hub  e 120 per lo Sprar (dei richiedenti asilo polititco) gestito dalla Croce Rossa. Si aggiunge la rinegoziazione di un protocollo con la Prefettura.

A far la voce più grossa di tutti il capogruppo del Movimento 5 stelle Massimo Del Vago. Ci ha provato almeno tre volte. Ritiratela! Ritiratela. Ritiratela.  Niente da fare!

“Quel centro è gestito dalla Croce rossa – ha commentato – e voi non conoscete la storia e i principi che la contraddistinguono. L’idea venne allo svizzero Jean Henry Dunant durante la celebre battaglia di piazza Solferino nel vedere un gruppo di volontari italiani curare sul campo i feriti francesi e austriaci. Scrisse un libro e fece commuovere l’intera Europa. Voi invece volete trattare in termini negoziali la prima accoglienza con la possibilità di rescissione unilaterale del contratto. Questo è contrario ai principi di chi vuole aiutare tutti indistintamente dalle condizioni contrattuali…”. Secondo Del Vago il sindaco avrebbe dovuto fare uno sforzo per farla ritirare anche perchè sul Fenoglio c’è sempre stato un patto tra gentiluomini.  Noi non vogliamo cavalcare questa roba ha aggiunto – Ma questa mozione non è rispettosa del lavoro fatto dal Centro Fenoglio. Riconoscere che c’è stato uno sbaglio è galanteria. E non vado oltre che mi si alza la pressione…”.

Di tutt’altro avviso il sindaco. “Forse non ci siamo capiti   gli ha risposto – stiamo parlando della cessione di un’area al Ministero degli interni che verrà messa a gara. Potrebbe anche non essere  la Croce rossa a gestirla… Quello che noi vogliamo è tutelarci. In questo momento l’unico centro di accoglienza previsto in Piemonte è qui a Settimo, ma per la nostra Regione si prevede un quota non inferiore ai mille…”.

Quindi? “Quindi se il dispositivo è condiviso, la delibera potrebbe essere uno strumento utile per poi sedersi ai tavoli e dare maggiore forza all’azione del Comune…”. 

Insomma: che ci può fare lui se Mdp la mozione non l’ha voluta ritirare?

Il vero problema? Tutto politico! La spaccatura tra Pd e Mdp, con l’iniziale provocazione dell’Mdp su Minniti, messa lì apposta per fare arrabbiare un quarto di emiciclo. Come sono andate le cose stavolta lo ha raccontato Daniele Volpatto. “E’ stato un tentativo di strumentalizzazione. Sono venuto a conoscenza della mozione una domenica, ma era già stata protocollata. Talmente in fretta che non ci si è resi conto che non poteva essere presentata in quel consiglio. Ho considerato irricevibili le premesse per l’attacco alle politiche del mio partito ma il mio sindaco mi ha chiesto di votarla e lo faremo, anche se non condividiamo il fatto che non ci sia l’unanimità…”

Stesso discorso per il presidente Giancarlo Brino che pure qualche tentativo per arrivare all’unanimità l’ha tentato fino alla fine. “Se voterò è solo perché me lo ha chiesto il sindaco. Lo voglio assolutamente dire…”

Da qui in avanti è stato un lungo, lunghissimo takabanda.

“Questo dibattito mi ha deliziato – si è preso la licenza poetica Felice ScavoneQui c’era un problema di maggioranza, che nell’arco delle quattro ore si è ricompattata. Consiglio comunque al sindaco di fare una verifica o se preferisce un tagliando…”

D’altro canto, se proprio avesse dovuta dirla tutta, a Scavone Minniti piace e sulla mozione è rimasto un richiamo alla Bossi Fini che proprio non avrebbe potuto digerire.

“Questo è un inciucino – ci ha dato dentro anche Giuseppe Palena Secondo me, comunque, il sindaco ha dei grossi problemi…”. E poi sulle famose premesse emendate dal sindaco. “Come si fa a dare contro ad un governo di cui voi avete fatto parte – ha puntato il dito su Mdp – Dov’eravata voi?  Per quale motivo stralciate la prima parte?”

Un problema di forma, di metodo e di sostanza. “Ve lo avevamo detto che era fatta con i piedi e non l’avremmo mai votata – ha calcato la mano il grillino Arnaldo Cirillo Noi ci aspettavamo da Siniscalchi che arrivasse con una bozza revisionata. E’ chiaro che invece questa mozione doveva diventare una prova di forza o una marchetta. Ma che non ci si venga a dire che non siamo attenti a questi temi….”.

E se ad Andrea Favilli, pare d’aver capito che l’emendamento di Puppo è servito a ricucire  il balletto della sera precedente sulle banche, chi non ha dei dubbi sono proprio i due di Mdp.

“Quello che conta qui è il merito – ha inforcato Ilaria Romaniello  Una mozione di buon senso  ancorata a una necessità concreta Apprezzare il tentativo di mediazione non significa però rinnegare le motivazione e quello che sta succedendo in Libia. Sarebbe revisionismo storico. Ve lo dico ancora più chiaramente. L’azione del governo italiano ha contribuito a rendere fragile una situazione già fortemente compromesse…”

Anche più convinto Enrico Siniscalchi. Ha tessuto gli elogi al sindaco e al presidente del consiglio  (“Non vorrei essere nei vostri panni”) ma non si è morsicato la lingua.Non siamo stati un’ora per decidere due rettifiche – s’è lamentato con tutti i capigruppo – siamo stati 4 settimane senza fiatare. E stasera siete venuti a dirci di ritirarla. La cosa che mi ha disgustato e spiazzato è che non si è entrati nel merito del dispositivo, ma sulle premesse fino alla noia…”.

Morale della serata? La mozione è passata con 14 voti favorevoli, e l’astensione di Pino Velardo.

Resta da segnalare il commovente intervento del vicesindaco Elena Piastra sulle cose che l’Amministrazione fa per gestire un fenomeno difficile e in continua trasformazione. Ha raccontato dei 2.700 bambini coinvolti nei laboratori, del rifugio diffuso, di quei profughi che han lavorato alla festa del pane e di quegli altri (una decina) che han preso residenza a Settimo. Ha citato addirittura l’arcivescovo Nosiglia (“Non si può dare per carità, ciò che va dato per giustizia”) perchè  “ci va coraggio a continuare a investire su un tema che non è solo l’Hub, ma l’accoglienza….”. E… “Se non l’avessimo gestito bene ci sarebbe scoppiato in mano…”.

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