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SETTIMO. L’idea di Puppo: “Accogliere un migrante nelle famiglie italiane”

Accogliere un migrante nelle famiglie italiane. La proposta l’ha lanciata stamattina il sindaco Fabrizio Puppo al centro Fenoglio, in occasione della visita del sindaco di Torino (e presidente dell’Anci) Piero Fassino.

 

Fassino ha visitato i locali dove i richiedenti asilo vengono accolti dopo gli sbarchi. Nella struttura di via De Francisco vengono inoltre visitati e successivamente smistati nei vari centri di accoglienza del Piemonte. Dal Fenoglio, solo nelle ultime settimane, sono passate oltre mille persone. Sono 180, invece, gli ospiti “fissi”, che qui possono alloggiare due anni e che sono obbligati a frequentare corsi di italiano e formazione professionale.

 

“Settimo, confermando la sua tradizione di accoglienza, non ha avuto problemi con gli ospiti del centro – ha evidenziato Puppo – Ma occorre ripensare il sistema dell’accoglienza, per favorire un’integrazione vera. Una delle possibilità a cui abbiamo pensato è chiedere alle famiglie più volenterose di ospitare un migrante. Si potrà fare magari destinando parte dei contributi stanziati dallo Stato per ogni migrante”. I contributi si aggirano sui 35 euro al giorno. Di questi solo una piccola parte vengono consegnati ai richiedenti asilo: il grosso copre le spese di mantenimento degli ospiti.

 

Fassino, dopo la visita guidata dal comandante Ignazio Schintu della Croce Rossa, ha avuto un momento di confronto con gli amministratori settimesi. In particolare con Aldo Corgiat, ex sindaco di Settimo. “Credo sia tua responsabilità, in quanto sindaco della Città Metropolitana, far sì che l’esperienza di questo centro venga in qualche modo inglobata nelle attività di interesse del nuovo ente – ha detto Corgiat a Fassino – Il tema è capire come poter finanziare e replicare progetti come questo, perchè non si può lasciare tutto nelle mani del comune di Settimo. Il nodo è la formazione. Questo luogo dovrebbe diventare un centro accreditato in cui formare degli operatori, che potrebbero poi trasferire la loro professionalità in altre strutture in tutto il Piemonte. Per farlo però occorre individuare un budget da destinare specificamente proprio alla formazione”.

 

Il sindaco di Torino si è dichiarato concorde con Corgiat e ha aggiunto “Questo centro è un modello da replicare. Negli scorsi giorni, noi comuni abbiamo chiesto di gestire in modo strutturale l’emergenza migranti – che non ha senso trattare come emergenza , essendo ormai un problema cronico che difficilmente diminuirà di qui a breve. Ognuno deve fare la sua parte. Finora abbiamo destinato i migranti a centri collocati in grandi città o in singoli comuni piuttosto grandi. Ma in Italia abbiamo 8000 comuni e ciascuno dovrebbe accogliere una quota di richiedenti asilo, ovviamente in proporzione alle proprie possibilità”.

 

A margine della visita, si registra un piccolo giallo tutto settimese. Ad accogliere Fassino (accompagnato dal segretario provinciale del Pd Fabrizio Morri), oltre al primo cittadino, c’erano diversi esponenti politici. Ma solo di maggioranza. C’erano il presidente del consiglio Giancarlo Brino, gli assessori Sergio Bisacca, Massimo Pace, Rosina Mondello e i consiglieri Pd Daniele Volpatto, Vincenzo Rignanese e Enrico Siniscalchi. Mancavano invece tutti i rappresentanti dell’opposizione. Anche perchè nessuno li aveva invitati formalmente. “Non eravamo neanche sicuri che Fassino venisse – spiega il presidente del consiglio Giancarlo Brino – Ce l’hanno confermato solo da poco”.

lorenzobernardi@giornalelavoce.it

 

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2 Commenti

  1. Avatar

    Sindacooooo xche’ nn usa il suo stipendio,sicuramente nn da operaio,e se ne porta a casetta sua quanti ne’ vuole…nn sembra che agli italiani chiedete abbastanza!!mi sembra che si stia tirando troppo la corda…

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