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SETTIMO. Liberi e uguali: ecco la sinistra!

Profumo di sinistra. Si respira in cucina, tra una braciola e una costina, nelle patatine, nei vestiti stropicciati dei tanti volontari, tra i tavoli e finanche in quelle posate di plastica, facile a rompersi.

E poi ci sono loro. C’è un bel pezzo di storia politica di questa città. Ci sono Aldo Corgiat, Sergio Bisacca e Dino Sportiello. Sembra quasi che non se ne siano mai andati via da lì fermi ad aspettare un’estate per l’altra, con la festa nelle ossa, nel cuore, nella testa e nel sangue. Prima con il Pci, quando si ciclostilava in proprio, poi con il Pd, passando dai Ds e infine oggi con Liberi Uguali. Inutile domandarsi che cosa scatti in loro e a questo popolo di volontari e militanti. Eppure esistono. Ci sono. Pronti a sporcarsi le mani, ad ungersi con l’olio, a pulire, a rassettare, a cucinare e a servire. Un modo per riportare una volta all’anno e per dieci giorni le orecchie e la testa in mezzo ai cittadini, sedersi con loro, parlare con loro, dialogare del più e del meno. Manco a dirlo quest’anno si è parlato di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, di profughi, di solidarietà e della tanta differenza che c’è tra loro e gli altri. Il problema è che gli “altri” sono molti di più. A tenere banco poi anche tutte le magagne dell’attuale amministrazione comunale con il Pd spaccato in due.

“Serve una società nuova – ha detto domenica mattina all’assemblea di Liberi e Uguali l’ex sindaco Aldo Corgiat – ci siamo trasformati nei gestori di una società diseguale”. Il futuro? Decisamente sbiadito!  Nient’affatto sbiaditi i prezzi.

Le costine? Più grande ma anche più care di quelle servite qualche giorno prima sullo stesso prato dal Partito Democratico. E costava di più anche la birra, la pizza e il mirto. Una media di due euro in più per ogni pietanza. Nonostante questo la gente non si è fatta attendere e si è registrato il gran pienone sabato scorso con il leader del movimento Pietro Grasso.

Alta l’età media dei presenti, poca musica e tanti incontri, alcuni barbosi, alcuni radical chic. Tra gli ospiti anche il sindaco Fabrizio Puppo, trattato meglio di quanto non abbiano fatto alla festa del Pd e accolto con un evento ad hoc dal titolo “Domani Settimo” in programma venerdì prossimo. Si discuterà, naturalmente, del futuro della città in vista delle elezioni in programma nel 2019. Una cosa è certa, dalle parti del PD, in un evento dal titolo “Domani Settimo” non ci avrebbero di certo messo il sindaco. Tutti tranne lui, un militante, un costinaro, ma di certo non il sindaco.

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