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SETTIMO. Il punto di vista di Specchidea sull’intendimento, di “licenziare”

Egr. Direttore, scrivo per chiederLe di volere cortesemente riportare il punto di vista dell’azienda in merito all’ intendimento – perché di intendimento e non di licenziamento si deve ancora parlare – di Specchidea di rinunciare al contributo professionale della Sig.ra Bocca.

Ritengo infatti doveroso illustrare il punto di vista di un’azienda che, con  rinunce e sacrifici,  anche miei personali, è  ancora presente in un mercato che ha conosciuto e conosce tuttora una pesante crisi.

Un punto di vista supportato esclusivamente da ragioni obiettive e da numeri oggettivi, analiticamente dettagliati nella richiesta di convocazione delle parti ieri inoltrata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per verificare con la Sig.ra Bocca, in un confronto che confidavo sereno,  l’eventuale possibilità di individuare una equilibrata soluzione conciliativa.

Dati oggettivi (agevolmente documentabili), ben conosciuti dalla nostra Collaboratrice, affatto pretestuosi come scritto nel Vostro articolo e così riassumibili in base ad una estrema ed edulcorata sintesi: dal 9 maggio 2014 al 30 giugno scorso abbiamo perso il 25% dei collaboratori a seguito di licenziamenti determinati da motivi economici o da dimissioni;  abbiamo avuto periodi di Cassa Integrazione; abbiamo dovuto  rivedere l’organizzazione delle nostre attività; abbiamo anche soppresso ruoli;  abbiamo venduto macchinari non utilizzati e, quindi, destinati alla obsolescenza.

In questa situazione, nonostante negli ultimi 5 anni, vi siano state significative e lunghe assenze di collaboratori e di collaboratrici per  malattia,  infortunio, maternità o distacco, abbiamo regolarmente operato, evaso i ridotti ordinativi col personale residuo senza necessità di prestazioni straordinarie o di impiego di collaboratori interinali, etc.

Circostanze che confermano la necessità degli sforzi dovuti sostenere dalla nostra Azienda per cercare di dimensionarsi in base alle proprie ridimensionate esigenze produttive e alle proprie possibilità economiche

Questo il quadro, oggettivo, affatto discriminatorio e affatto condizionato  dal ruolo sindacale della Sig.ra Bocca e tantomeno collegato al suo ormai datato licenziamento determinato da motivi disciplinari,  nel quale Specchidea si è trovata  costretta a valutare la decisione di rinunciare, dopo i colleghi che l’hanno preceduta, anche alla sua collaborazione.

Ritengo infine doveroso aggiungere, per ulteriormente escludere ogni  movente ritorsivo come avete scritto, che la Sig.ra Bocca è la dipendente meglio retribuita della Società e che quando me lo aveva chiesto non avevo esitato a prestarle (tra l’altro a titolo personale per non gravare la Società) l’importo che mi aveva chiesto e poi restituito.

Riconoscimenti  costantemente intervenuti per i meriti e, al di là delle nostre divergenze, per la stima verso la lavoratrice, e di fronte alla quale mi è sempre stata indifferente la sua adesione o meno ai Sindacati.

I nostri collaboratori, anche quelli aderenti ai Sindacati, potranno confermare che la sola politica   perseguita dalla nostra Società, almeno sino a quando è stato possibile, è stata quella meritocratica, senza esclusioni di sorta.

Concludo,  confermando di avere preferito la consegna personale della lettera al magari più comodo semplice inoltro con raccomandata in quanto avevo inteso questo gesto come significativo del mio personale rispetto nei confronti della Collaboratrice al di là dei momenti di confronto e delle divergenze di vedute.

Specchidea srl Unipersonale

Elio Giurintano

Amministratore Unico

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