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SETTIMO. Il Patronato scolastico, ovvero un aiuto agli alunni bisognosi

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uando esistevano i Patronati scolastici… Cioè prima del 1978.

Il Patronato era l’ente associativo di diritto pubblico che provvedeva agli alunni in condizioni economiche disagiate. In particolare si occupava della refezione, del doposcuola e della periodica distribuzione d’indumenti, materiale di cancelleria e sussidi di varia natu¬ra. Nel suo consiglio di amministrazione erano rappresentati il Comune, l’autorità scolastica, quella religiosa, i soci, il personale insegnante e i genitori degli alunni.

A Settimo Torinese il fortissimo aumento del numero di scolari bisognosi di assistenza, a motivo degli incessanti flussi migratori dal Veneto e dal Mezzogiorno, rischiò più volte di mettere in crisi l’attività del Patronato. Al refettorio della scuola «Giuseppe Giacosa» si affiancò, nel 1964-65, quello della scuola «Martiri della Libertà» (Borgo Nuovo) e, nel 1967-68, quelli della «Giuseppe Mazzini» (Mezzi Po) e della «Angelo Roncalli» (Borgo Provinciale).

L’esigenza di offrire risposte qualificate ai bisogni degli alunni e delle loro famiglie emerge da molte delle relazioni che integrano i bilanci preventivi e i conti consuntivi dell’ente. Nel 1970, ad esempio, il presidente del Patronato si sentì quasi obbligato a deplorare che le giovani insegnanti del doposcuola fossero prive di esperienza. Pesava negativamente, inoltre, la carenza di spazi a cui il Comune non riusciva a porre rimedio se non affittando locali in città. Nonostante tutto era convinzione diffusa che il doposcuola avesse il merito, in un luogo come Settimo, di togliere «i ragazzi dalla strada, impedendo loro di dimenticare quanto appreso nelle aule scolastiche».

Un piccolo salto di qualità fu compiuto all’inizio del 1971 quando il Patronato si fece carico di gestire una scuola a tempo pieno presso l’elementare «Nino Costa» del Villaggio Olimpia. L’esperimento ebbe inizio il 15 gennaio di quell’anno e suscitò subito il caloroso consenso delle famiglie, tant’è che alla scuola a tempo pieno s’iscrisse la quasi totalità degli alunni che frequentavano la «Nino Costa».

La povertà dei servizi rivolti all’infanzia indusse gli stessi amministratori del Patronato a organizzare, durante il mese di settembre del 1971, un «Parco Robinson» per gli scolari del Villaggio Olimpia. Sostenuta economicamente dal Comune e in minima parte dalla Provincia, l’iniziativa risultò particolarmente gradita ai genitori. Ben 130 bambini ebbero così modo di dedicarsi a occupazioni didattiche di recupero scolastico e ad attività ricreative.

Ma ciò non bastava a contrastare con efficacia il malessere serpeggiante all’interno del Patronato e acuito dalle scosse contestatarie del Sessantotto. Anche l’ente di Settimo Torinese, come la maggioranza di quelli italiani, era oggetto di sollecitazioni il cui accoglimento implicava di rivedere alla radice il principio dell’assistenza scolastica, da intendersi in senso globale e non discriminante, derivandolo dai nuovi bisogni e dalle conseguenti attese delle famiglie e della società.

Mentre le esigenze sociali si evolvevano a ritmo incalzante, divenendo ogni giorno più complesse e problematiche, i criteri che ispiravano l’azione dell’ente apparivano sorpassati e anacronistici. Molti ritenevano che la statalizzazione dei servizi, specie del doposcuola, fosse un atto indispensabile per avviare il rinnovamento.

I Patronati e i Consorzi provinciali dei patronati scolastici furono sciolti con decreto del presidente della Repubblica a partire dal 1° gennaio 1978.

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Blogger: Silvio Bertotto

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