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SETTIMO. Il parroco e la scuola femminile

Giuseppe Antonino, chi era costui? Già rettore della basilica torinese dei Santi Maurizio e Lazzaro, cavaliere dell’Ordine Mauriziano, il teologo Antonino fu parroco di Settimo dal 1826 al 1860. E non solo. Nato nel 1798, figlio del maggiore Gerolamo Antonino e di Rosalia Stura, è ricordato nelle cronache come una delle persone maggiormente benemerite nei confronti della comunità settimese. Oltreché parroco, ricoprì il ruolo di provveditore agli studi in Settimo e diede forte impulso all’istruzione infantile, mettendo mano al proprio patrimonio personale. Fu lui che ebbe l’idea d’istituire una scuola femminile in Settimo, disponendo che il suo consiglio di amministrazione fosse composto dal sindaco, dal presidente della Congregazione di Carità e dal prevosto di San Pietro in Vincoli. Ma il teologo Antonino svolse pure una funzione determinante quando Chiaffredo Chiari, nativo di Sampeyre in Val Varaita ed emigrato a Settimo, decise di aprire una scuola per le fanciulle povere del paese.

Era il 1843. In Settimo esisteva la scuola comunale con due insegnanti, come previsto dalle regie patenti del 1822 e dai successivi ordinamenti. Un maestro impartiva le prime nozioni di lettura e di scrittura ai bambini, esclusivamente maschi; l’altro insegnava i principi della lingua italiana, del latino, dell’aritmetica e della dottrina cristiana.

Chiaffredo Chiari cedette due appezzamenti di terreno alla parrocchia. L’importo della vendita non fu incassato, ma rimase al prevosto Antonino affinché con l’interesse annuo, valutato in ragione del quattro per cento al netto delle spese, fosse istituita «una scuola d’educazione e di istruzione di povere figlie del paese». Così figura nell’atto notarile in data 11 novembre 1843.

Redatto dallo stesso Giuseppe Antonino, il regolamento della scuola prevedeva che le lezioni fossero assolutamente gratuite: l’iscrizione era libera a tutte le bambine di età non inferiore ai sette anni. Le eventuali donazioni andavano «a beneficio delle scolare povere, non provviste di oggetti di scuola». Nessuna discriminazione «né di posto né di accettazione» doveva operarsi «tra le fanciulle agiate e quelle povere».

Le lezioni si articolavano in due turni, al mattino e al pomeriggio. Le prime iniziavano fra le sei e le otto, a seconda delle stagioni, per concludersi tre ore dopo. «In tal guisa –precisa il regolamento – si assuefaranno le ragazze ad alzarsi di buon mattino e, nelle ore più adatte al lavoro, saranno in casa di qualche sollievo ai parenti». Venti giorni di vacanza erano previsti durante la stagione delle messi ed altri venti durante il periodo della semina autunnale. Vacanze più lunghe venivano ritenute «di grave nocumento al progresso nell’istruzione» e «di tedio alle madri». La scuola femminile aveva sede nei locali accanto alla casa parrocchiale.

Deceduto l’8 aprile 1860 alla vigilia di eventi decisivi della storia italiana (di lì a un mese Garibaldi sarebbe partito da Quarto alla volta della Sicilia), il teologo Giuseppe Antonino fu l’ultimo parroco di Settimo Torinese a essere tumulato all’interno della chiesa di San Pietro in Vincoli, nell’antico sepolcro dei sacerdoti. La fondazione che portava il suo nome venne assorbita dall’asilo infantile «Umberto I», poi scuola materna «Edmondo De Amicis». Al prevosto Antonino è attualmente intitolata una strada nel centro storico della città.

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