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SETTIMO. Europee, Grillo spalanca agli “imbucati” di Forza Nuova

Se alla fine lo avessero messo in lista e lo avessero eletto al parlamento europeo sarebbe stato il colmo: il Movimento 5 Stelle si sarebbe ritrovato a Bruxelles con un esponente di Forza Nuova nei propri banchi. Merito dei meccanismi di selezione – si fa per dire – della classe dirigente messi a punto dalla premiata ditta Grillo-Casaleggio, che stavolta ha esplorato i più reconditi confini dell’assurdo.

 

I fatti: i grillini hanno deciso di redigere le liste per le elezioni europee tramite una consultazione online. Chi prendeva più “click” entrava in lista, benedetto dalla “rete”. Piccolo problema: non esisteva nessunissimo filtro alle autocandidature. Bastava essere iscritti al blog da prima del 31 dicembre 2012. E allora “venghino signori venghino, più gente entra più bestie si vedono…”.

 

Risultato? Fra i 262 votabili figurava anche tal Vamo Francesco, 40 anni, di Settimo Torinese. Ora, l’unico Vamo Francesco di 40 anni noto alle cronache è – udite udite – il referente settimese di Forza Nuova. Un personaggio che ha scritto pagine indimenticabili delle cronache politiche locali. Per esempio quando lo scorso autunno si fece immortalare mentre posava in piazza esibendosi nel saluto romano sotto lo stendardo di Alba Dorata (il suo ex partito, ispirato al movimento neonazista greco). O quando disse che il simbolo di Alba Dorata, che sembra una svastica, in realtà rappresenta “l’unione dei popoli”. Per farla breve, un fascista. Anzi un “fascista tra virgolette”, per usare le sue precise parole. Vamo avrebbe potuto – volendo – mobilitare tutti i compagni, ops, camerati, fare incetta di click sul blog del Movimento e prenotarsi un posto sul pulmino per Bruxelles. E tante grazie agli ottimi Grillo&Casaleggio. Su cui, per un beffardo contrappasso, si sarebbero riversati i “vaffanculo” degli attivisti quelli veri, che alla storiella della selezione della classe dirigente e alla sbandieratissima purezza dei militanti a 5 stelle magari ci credevano davvero.

 

Ecco appunto, gli attivisti. Guarda un po’, si sono incazzati. “Scusate ma questa volta mi rifiuto di votare – ha scritto su Facebook Salvatore Arduino, grillino leinicese della primissima ora – Si tratta chiaramente di un tentativo di salire sulla carrozza ora che i giochi sono fatti e persone come me si sono fatte il mazzo dal 2007, credendo in un progetto dei e per i cittadini”. Perplesso anche Marco Marocco, consigliere chivassese e colonna portante del Movimento nell’area a est di Torino. “Chiaro che non prevedere alcun filtro ci mette in difficoltà – ammette – Nel gruppo c’è malumore perchè ci siamo ritrovati nell’elenco sconosciuti e perfino imbucati. D’altro canto questa è la dimostrazione che siamo aperti a tutti, nel bene e nel male”. Ma chi ha deciso queste modalità di voto? “Casaleggio e Grillo – risponde Marocco – . Tutto condivisibile, ma io avrei preferito che, come alle regionali, incaricassimo dei garanti affinchè filtrassero i nomi. Quando ero garante ho “verificato” i candidati, erano tutti attivisti. Per le europee invece ci siamo trovati dei perfetti sconosciuti”.

 

E chissà che sarebbe successo, se invece che un esponente di Forza Nuova, a tentare la scalata al Movimento fossero stati gli odiati “piddini” e “pidiellini”, capacissimi di mettere in moto la macchina organizzativa del partito e a strappare un ticket per il parlamento europeo. A quel punto, per non metterli in lista, qualcuno avrebbe dovuto espellerli. Ma poi chi glielo diceva, a Grillo, che li aveva scelti “l’infallibile rete”?

 

Lorenzo Bernardi

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Un commento

  1. Marco Marocco

    Sono soddisfatto dei risultati del primo turno di votazioni in Piemonte. Abbiamo dimostrato quanto sia importante la capacità di “discriminazione” della nostra base elettorale nella scelta del candidato.

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