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Alcuni degli insulti ricevuti dal sindaco su Facebook

SETTIMO. Caso migranti, Puppo travolto dagli insulti su facebook

Lo hanno sommerso di insulti. “Suicidati”, “Accoglili tu i migranti a casa tua, c*******”, “Andate a fan**** cretini”, “Bell’idea, c*******”, “Sforna sempre queste fantastiche idee di m****”, “Accogli sto c****”.

È bastato pubblicare sui social network la notizia della sua nuova proposta di integrazione che il sindaco Fabrizio Puppo è stato letteralmente bersagliato di epiteti tutt’altro che lusinghieri. “Colpevole”, Puppo, di aver suggerito la possibilità che alcune famiglie italiane accogliessero un profugo con sé, magari utilizzando parte dei fondi che lo Stato destina ai richiedenti asilo. “Sarebbe un modo per arrivare a un’integrazione vera” aveva detto Puppo domenica mattina al centro Fenoglio, in occasione della visita di Piero Fassino alla struttura. Il mondo dei social ha accolto la proposta nel peggior modo possibile. Centinaia i commenti alla notizia, sui vari gruppi, fra cui “sei di Settimo se…” e anche sulla pagina della Nuova Voce. A parte gli insulti, si registrano anche deliri della serie “Quelli del Pd li vogliono perchè ci guadagnano? Bene se li portino a casa loro e rompino…perchè non rompono me…altrimenti Hitler era un santo!”. C’è anche qualcuno che suggerisce che fra i migranti “possa nascondersi qualche taglia gola dell’Isis”.

 

I toni si sono infiammati così tanto che qualche utente ha segnalato i post particolarmente razzisti alla polizia postale minacciando di denunciare anche gli amministratori della pagina “sei di Settimo se…”. Che hanno deciso di eliminare la discussione, probabilmente per evitare di essere coinvolti da eventuali straschichi giudiziari. Si perchè non è la prima volta che quel gruppo finisce agli “onori” delle cronache per commenti di matrice xenofoba e razzista.

 

Lo stesso Puppo aveva annunciato di essere pronto a denunciare chi si rendeva colpevole di minacce o istigazione alla violenza sui social. “Non si tratta delle accuse alla mia persona, ma all’istituzione e soprattutto al senso di civiltà – aveva detto Puppo – Ci deve essere un limite anche alla libertà di ciò che si esprime sui social, lo prescrive il codice penale”. Su questa vicenda, naturalmente, ci sono state anche reazioni civili. Ma tutte, o quasi, contrarie alla “soluzione” proposta dal primo cittadino di Settimo. Il commento più diffuso è stato “Cominci lei, signor sindaco, ad accogliere i migranti a casa sua”. Pochi, pochissimi gli utenti che si sono dichiarati favorevoli alla proposta.

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