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SETTIMO. Arriva Salvini, delirio di folla e qualche spintone in piazza

L’onda leghista del leader del carroccio, Matteo Salvini, domenica sera, è approdata anche in quel di Settimo, con circa un’ora di ritardo rispetto al crono-programma.

Nella gremita Piazza della Libertà, proprio sotto il municipio, circa mille e cinquecento persone e tra questi anche un centinaio di  “Giovani Resistenti Settimesi” (questo il nome del gruppo), intervenuti per evidenziare la loro contrarietà alle politiche della Lega. Armati di fazzoletto bianco con la scritta “Meno 1”, hanno letto più volte il seguente testo: “Siamo cittadini italiani. Vogliamo una sicurezza che non si crei con le armi e la paura ma con l’inclusione economica e sociale. L’Italia che vogliamo protegge tutti quanti senza alcuna distinzione. Italia agli italiani e non ai leghisti. Quando parlate di popolo italiano, non parlate a nome nostro. Viva l’Italia e la Costituzione, da oggi ne avete uno in meno”.

Un’azione che ha mandato su tutte le furie il Ministro dell’Interno che, infatti, ha passato la prima parte del suo discorso a prendersela con i contro manifestanti. “Se un politico non interessa – ha detto – non lo ascolti ma non vai a rompere le scatole. Vergognatevi! Girate il Piemonte cercando i fascisti quando gli unici fascisti siete voi. Gli unici antidemocratici sono quelli che vanno nelle piazze a disturbare migliaia di persone per bene che vorrebbero semplicemente stare qua. Mamma e papà non vi hanno educati a sufficienza”. Un clima che ha fatto sbottare Salvini quando le parti, leghisti e contro manifestanti, sono entrati in contatto, scatenando un mezzo parapiglia (qualche spintone) con gli uomini della Digos intervenuti per allontanare la protesta. “Vanno bene i fischi, ma non si alzano le mani”, ha attaccato ancora il vicepremier.

A margine della manifestazione il candidato sindaco Antonio Mencobello, presente sul palco insieme a Salvini, ha così bollato la protesta.

“È stata una azione squadrista organizzata. Nei prossimi giorni presenterò una denuncia alla Procura della Repubblica. Finché si sono limitati a scandire il loro slogan non ci sono stati problemi. – stigmatizza – Ma poi hanno alzato le mani sulle persone che chiedevano loro semplicemente di essere meno chiassosi perché non sentivano il comizio. Sono stati brutti momenti: in piazza c’erano diversi i bambini, molti dei quali si sono messi a piangere, e una mamma, nella confusione, ha perso di vista la figlia. È stato in quel frangente che Salvini ha interrotto il suo intervento”.

E secondo Mencobello, che peraltro conferma di voler disertare i prossimi incontri elettorali in attesa delle scuse della sinistra, i manifestanti sarebbero stati guidati da  un signore ben conosciuto, militante da sempre nella sinistra (Massimo Pace ndr).

Una ricostruzione per niente condivisa da Pace. “Mencobello dica tutto quello che vuole – attacca – i giovani si sono autoconvocati, è stata una pagina di democrazia”.

In difesa dei ragazzi si schierano tutti gli altri candidati a sindaco. “Le dichiarazioni di Mencobello – commenta Elena Piastra – sono una ulteriore di quanto poco lui conosca la città. Quel centinaio di giovani pacifici che lui chiama squadristi sono tutti impegnati nel sociale, nelle parrocchie e nel volontariato. Secondo me sarebbe meglio evitare di minacciare continuamente denunce e tornare a occuparci di Settimo. Credo che il diritto di manifestare il proprio pensiero e dissidio sia da difendere e rispettare. Io avevo molta paura si facessero male negli scontri, ma capisco e rispetto la loro scelta”. Comprensivo, verso chi ha protestato, anche il sindaco Puppo. “Quella di ieri è stata una giornata di democrazia. Io condanno ogni violenza, nel caso in cui si fosse verificata, ma penso che la contestazione faccia parte della democrazia. Quando vai in piazza puoi trovare chi ti fischia e chi ti applaude, è sempre stato così”. Infine, il candidato dei 5 Stelle, Massimo Del Vago. “Ma quali squadristi, quelli sono ragazzi della nostra città. Mi è spiaciuto sentire Salvini chiamarli fascisti o sfigati, dovremmo tutti stare più tranquilli e allentare la tensione. Mi pare che la protesta si sia svolta in maniera pacifica, che abbia avuto un inizio ed una fine, come è giusto che sia. L’importante è che Salvini abbia potuto parlare, come è giusto avviene in un paese democratico. La protesta ci sta ma deve durare poco ed essere pacifica”.

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