Home / BLOG / SETTIMO. 1946: al voto per la prima volta dopo la guerra

SETTIMO. 1946: al voto per la prima volta dopo la guerra

Quelle del prossimo 26 maggio saranno le sedicesime consultazioni, dalla fine della seconda guerra mondiale, per l’assemblea civica di Settimo Torinese. Le prime si tennero nell’ormai lontano 17 marzo 1946, a meno di un anno dalla ritrovata libertà. Niente a che vedere, ovviamente, con quelle del 2019. Allora le forze politiche e la stessa opinione pubblica interpretarono il voto come un momento di verifica del consenso goduto dai diversi partiti, rappresentati in modo paritetico nel Comitato di liberazione nazionale.

Sfilacciandosi l’unità antifascista, una profonda frattura si profilava nel panorama politico: da un lato, la Democrazia cristiana si rifaceva all’esigenza di difendere la civiltà contro il pericolo marxista; dall’altro, socialisti e comunisti puntavano a un governo che attuasse riforme di struttura. Niente personalismi esasperati, insomma, ma divergenze sostanziali, a differenza di oggi. Sin dal febbraio 1945, il cosiddetto decreto De Gasperi-Togliatti aveva esteso il diritto di voto alle donne, introducendo così il criterio del pieno suffragio universale, obiettivo di tante lotte per l’emancipazione femminile. Ma come avrebbero votato le donne?

Tre furono le liste in competizione. Socialisti e comunisti fecero causa comune, candidando vecchi esponenti della sinistra (Luigi Raspini, Stefano Rovasetti, Giovanni Battista Gilardi, Giovanni Caudano) e giovani entusiasti e solerti (Giovanni Boccardo, Giampiero Vigliano, ecc.), alcuni dei quali avevano combattuto nelle file della Resistenza. In testa alla lista non comparivano la falce e il martello, ma un’incudine con libro, vanga e covone di grano, a simboleggiare il lavoro. La Democrazia cristiana attinse soprattutto all’ambiente della parrocchia di San Pietro in Vincoli, presentando l’ingegner Angelo Aragno, Lorenzo Garabello e il maestro Giovanni Soragna; candidò pure Antonio Ossola, il figlio di Carlo Ossola, figura storica del cattolicesimo democratico in Settimo. Liberali, azionisti moderati, repubblicani e indipendenti d’ispirazione laica proposero una propria lista, con Ugo Moglia, Giuseppe Aprà, Vittorio Bardo e altri.

Avvicinandosi l’appuntamento del 17 marzo, il Comune si trovò alle prese con non pochi problemi organizzativi. Per i seggi, il falegname Antonio Canova fabbricò ventotto cabine in tutta fretta, a prezzi concorrenziali. Solo la nomina degli scrutatori non comportò difficoltà: i partiti si accordarono affinché ogni forza politica fosse rappresentata nei sette seggi in cui furono divisi gli elettori.

Com’era prevedibile, la campagna propagandistica assunse toni molto aspri.

In prima pagina il quotidiano comunista «L’Unità» pubblicò la fotografia di un cartello che – si asseriva – fu esposto a Settimo. Vi si leggeva: «Donne elettrici, attente al peccato mortale e all’inferno!». Il novanta per cento delle persone andò alle urne, non deludendo le attese della sinistra che ottenne poco meno di quattromila voti, contro i duemila della Democrazia cristiana e i duecentoquaranta dei liberali.

L’assemblea civica si riunì la mattina del 31 marzo, in un clima di euforia ed entusiasmo. La consapevolezza di partecipare a un evento storico accomunava i neoeletti e il pubblico che gremiva la sala. Come larghissima parte dei settimesi auspicava, Luigi Raspini fu eletto sindaco (quindici suffragi a favore, uno lo ottenne il socialista Giovanni Gilardi; la minoranza democristiana votò scheda bianca). Lo stesso giorno, a costituire la prima giunta elettiva del dopoguerra, il consiglio designò Giovanni Boccardo, Giovanni Dallio, Giovanni Gilardi, Giuseppe Grassi, Giovanni Caudano e Angelo Nigra. Una nuova fase della storia politica settimese cominciava.

Commenti

Blogger: Silvio Bertotto

Silvio Bertotto
Lo stiletto di Clio

Leggi anche

IVREA. “AMIUnaCittà merita rispetto”. Ci vogliono progetti concreti!

C’è stato un tempo nel quale Ivrea, dopo il 7 di Luglio si vuotava per …

La marcia “Restiamo umani” a Ivrea

Martedì 16 luglio la Marcia Restiamo Umani promossa dall’attivista per la pace John Mpaliza ha …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *