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Servizi sociali dal Cissp al Net. Dopo le polemiche parlano i numeri

Ad un anno di distanza dalle roventi polemiche seguite allo scioglimento del Consorzio Intercomunale Servizi Sociali alla Persona e del passaggio di consegne all’Unione Net, è tempo di bilanci. Martedì, in Sala Levi, si è infatti tenuto l’appuntamento con il convegno “Dal CISSP ai servizi sociali dell’Unione Net: progetti e numeri di un case history di successo”. Nel corso dell’incontro, Raffaella Vitale, direttore Politiche sociali della Regione Piemonte, Emanuele De Zuanne, vice presidente dell’Unione Net, Caterina Greco, assessore al welfare dell’Unione Net, e Stefano Maggio, direttore generale dell’Unione Net, hanno sciorinato uno dopo l’altro tutti i numeri registrati nel corso di questo primo anno di attività, evidenziando un risparmio di 400mila euro rispetto alla precedente gestione, a fronte di nessun servizio tagliato.

La decisione di mandare in liquidazione il CISSP era stata presa dai comuni innanzitutto per ottemperare ad una legge nazionale che prevedeva la chiusura di tutti i consorzi di ambito comunale e poi anche perché, a fronte dei continui tagli in tema di welfare, da una legge sbagliata si era deciso di prendere lo spunto per riorganizzare l’offerta socio assistenziale all’interno dell’Unione. Attorno a questa operazione c’erano, e in alcuni ambiti permangono ancora, svariate perplessità. Dubbi e malumori che,  stando ai numeri resi noti nel corso dell’incontro, cozzano contro quello che è stato etichettato come “un anno positivo per i Servizi Sociali dell’Unione, sia in termini economici che di offerta”.

Nel 2013 i Servizi Sociali hanno dovuto fronteggiare un taglio, dovuto a mancati trasferimenti soprattutto regionali, di circa 400.000 euro, su un bilancio complessivo di circa 6 milioni. Una parte (150.000 euro circa) è stata recuperata con la riduzione delle spese di funzionamento dell’ente. L’altra, invece, attraverso alcune riorganizzazioni mirate del servizio, ma senza tagliare l’offerta. A questo si aggiungano una serie di importanti iniziative, come ad esempio quelle messe in atto nel settore dell’Educativa Territoriale e, per quel che riguarda la tutela degli anziani, nel rapporto più sinergico con l’Ospedale di Settimo. Progetti che, in questo primo anno di gestione diretta dei Servizi Sociali da parte dell’Unione, hanno consentito di portare a compimento l’impresa non facile di offrire (a fronte di minori entrate) lo stesso livello di servizi. Senza tagliare nulla e con l’aggiunta di qualche novità in più. Ma nel corso dell’incontro presso la sala Levi di Archimede, si è parlato anche di futuro. A breve verrà infatti aperto un Centro Educativo che tratterà 8-10 minori con disagi familiari, mentre in primavera verrà ultimato il Bosio, un centro diurno per disabili, in via Galileo Ferraris. Entro fine anno, poi, vedrà la luce anche la Residenza Assistenziale Flessibile (RAF) di via Milano, a cui andranno aggiunti nuovi servizi quale l’Home Care Premium (che prevede un sostegno diretto a dipendenti ed ex dipendenti pubblici e loro familiari di primo grado non autosufficienti) e il progetto Agricoltura Sociale, mirato alla cura, grazie alla gestione di un orto, dei bambini e dei genitori in situazioni di disagio. Insomma, stando a quanto si è appreso nel corso del convegno, sembra proprio che il passaggio di consegne dal Cissp all’Unione sia avvenuto non solo senza grossi traumi, ma che abbia portato con se anche diverse note liete. Benefici che assumono valenza ancor più sostanziale se si considera che il consolidamento dei servizi offerti è avvenuto in un periodo economico molto complicato. Nei comuni dell’Unione, nel corso del 2013, il numero degli adulti in difficoltà che si sono rivolti ai Servizi Sociali è infatti quasi raddoppiato rispetto al 2012.

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Blogger: Fabio Ugolini

Fabio Ugolini
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