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FOTO FRANCO MARINO

Se il Carnevale non è una Carnevalata

A Ivrea è cominciato il carnevale e a farla da padroni, come vuole la tradizione, nel giorno dell’epifania sono stati i Pifferi e i Tamburi. E i pifferi sotto le rosse torri sono una delle cose più serie che c’è con le loro tradizionali obadi e quelle specifiche dedicate ad ogni rione. E sono marce in onore dei protagonisti della festa, inni gioiosi e coinvolgenti. Giubbetto rosso, pantaloni verdi con banda rossa, l’immancabile berretto frigio in testa e in bocca lo strumento a sei buchi in legno di bosso intonato in sol maggiore. Sono la colonna sonora dello Storico Carnevale. Seguiti dalla gente per le strade del centro storico fin davanti a Palazzo di Città dove il vecchio Generale ha passato sciabola e feluca al nuovo Morris Stracuzzi acclamato da una numerosa folla. E ancora i pifferi a suonare la marcia a lui dedicata. Di sottofondo il cerimoniale officiato del Sostituto Gran Cancelliere Massimo Actis Perino, per tradizione impersonato dal decano dei notai, con il compito di custodire il Libro dei Verbali e di trascrivervi di anno in anno tutto quanto attiene alla manifestazione. Passate le consegne, marica in piazza Ottinetti, poi nell’antica Piassa d’la Granaja, e presso la Porta di Bando con il Podestà Paolo Cafasso e i suoi Credendari. Quindi tutti insieme in processione al Duomo, per la cerimonia dei ceri. “Io che non sono Eporediese di nascita – ha commentato il Vescovo Edoardo Cerrato – lo sono diventato e ho subito capito che il nostro Carnevale non è una carnevalata”. Una festa ha continuato il Vescovo di “liberazione dalle tirannie, presenti in tutte le epoche; il coraggio nel trovare soluzioni ai problemi e una forte unità di popolo, che si concretizza nella solidarietà”. E infine l’appello “come sarebbe bello se ogni protagonista della manifestazione devolvesse anche solo un euro a chi si trova in difficoltà: sarebbe un segnale tangibile e significativo”. Dal Sostituto Gran Cancelliere l’augurio alla città di poter “ritrovare nel proprio passato la sua più autentica identità in un momento economico difficile per molte famiglie”.

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