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Sergio Mattarella
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SCHERMA. Il presidente della Repubblica Mattarella a Palermo per i 110 anni della Federazione

Una grande festa per festeggiare i 110 anni della Federazione Italiana Scherma. Un tributo, meritato, alla storia e alla tradizione della disciplina “cassaforte” azzurra di medaglie olimpiche e di successi internazionali. Il grande appuntamento di Palermo è stato onorato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha testimoniato, ancora una volta, la sua vicinanza allo sport, esaltandone la dimensione valoriale e formativa, oltre che agonistica. Alla grande giornata di celebrazioni, alla presenza del Presidente del CONI, Giovanni Malagò e del numero uno della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso, hanno partecipato anche il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. A fare gli onori di casa il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Mattarella ha inaugurato la mostra “Un TesOro italiano”, come anteprima della 100esima edizione dei Campionati italiani assoluti e paralimpici che si svolgeranno a Palermo dal 6 al 9 giugno. Dopo la proiezione del video “110 anni d’Italia”, ha anche assistito all’esposizione delle 100 medaglie conquistate dalla scherma azzurra, di cui 86 d’oro, ai Giochi Olimpici e Paralimpici. Esposti anche un gagliardetto storico di Vittorio Lucarelli di Melbourne 1956e un attestato di Anversa 1920 di Oreste Puliti, fra i primissimi medagliati della scherma e che rappresenta il cimelio più antico dellamostra.

L’esposizione a Palazzo dei Normanni rimarrà aperta fino a domenica 9 giugno. Una teca è stata dedicata ad Edoardo Mangiarotti, lo sportivo italiano due volte portabandiera olimpico e in assoluto il più medagliato. Esposto anche l’oro vinto da Irene Camber ad Helsinki 1952, la medaglia d’oro olimpica più longeva dello sport italiano, e le medaglie del palermitano Vladimiro Calarese.

Mattarella ha voluto sottolineare l’importanza della disciplina. “La scherma, attraverso il suo mondo, è inserita pienamente nella societa del nostro Paese. Non è artificiale ma e uno sport genuino, in cui c’è grande rispetto per l’avversario. Il mondo della scherma è affascinante e ha mantenuto inalterati i suoi valori, non è un caso che l’istruttore di scherma viene chiamato maestro”.

Il Presidente Malagò ha voluto ringraziare la FIS. “La Federscherma è la piu vincente dello sport italiano, la disciplina piu titolata nel nostro mondo olimpico. Ben 49 delle 207 medaglie d’oro, il 24%, viene dalla scherma e 125 medaglie delle 578 complessive vengono da questo sport e da questa federazione alla quale il CONI sarà eternamente grato”, ha detto ancora Malagò, che ha ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “perché non fa mai mancare il suo appoggio ed anche il suo affetto e la sua complicità”.

Il Presidente della Federazione, Giorgio Scarso, dopo aver ricordato i contenuti e lo spessore dei Campionati Italiani ha indugiato sui motivi che hanno portato le celebrazioni dei 110 anni a Palermo. “Si tratta di un riconoscimento a questa Regione e a questa città che hanno dato grandi campioni e una grande organizzazione di eventi. Il 50 per cento degli atleti che hanno rappresentato l’Italia a Rio era siciliano. Un riconoscimento a una terra che ha dato con
tutte le difficoltà che conosciamo grande nome alla scherma italiana”.

Parole di elogio anche da parte del Presidente del CIP, Luca Pancalli. “Siamo qui per celebrare non solo una realtà prestigiosa e vincente come la Federazione Italiana Scherma, da sempre fiore all’occhiello della tradizione sportiva
italiana, ma un pezzo di storia e di cultura del nostro Paese. Centodieci anni, in un mondo in continuo divenire e in una società soggetta a cambiamenti repentini, rappresentano un patrimonio da custodire con rispetto e cura, un punto di riferimento per chi crede nello sport come strumento di formazione, di inclusione e di benessere – ha spiegato il numero uno del Cip – Sarebbe però scorretto ridurre la scherma alla sola dimensione agonistica. Stiamo parlando, infatti, di una disciplina e di un movimento che nella sua storia ha saputo rappresentare la perfetta sintesi fra modello educativo e dimensione competitiva, di un’eccellenza italiana”.

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