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SCARMAGNO. L’ex consigliere Puppato dovrà risarcire 9 sindaci per ingiurie

Un’invettiva, lanciata nel corso di un incontro pubblico sul tema dell’immigrazione, rischia di costare caro all’ex consigliere di opposizione di Scarmagno Paolo Puppato che era intervenuto accusando gli amministratori locali “di non aver risposto ai bandi della Prefettura mentre facevano appalti pubblici intascando tangenti”.

Si è conclusa martedì scorso, 19 maggio, in Tribunale ad Ivrea la causa civile intentata da ben 9 sindaci, rappresentati dallo studio legale Pane/Stabile associati, nei confronti di Puppato che, stando alla sentenza di primo grado emessa, dovrà risarcire tutti i ricorrenti.

I fatti risalgono al 21 aprile del 2016. Presso il pluriuso di Strambino, i sindaci del territorio avevano incontrato la popolazione per parlare di un tema molto caldo, quello dell’ospitalità agli immigrati. Tra gli intervenuti anche il viceprefetto di Torino.

All’incontro erano presenti Savino Beiletti (ex sindaco di Strambino), Sonia Cambursano (sindaco di Strambino) Silvana Rizzato (Sindaco di san Martino, Michele Borgia (sindaco di Perosa Canavese), Valerio Grosso (sindaco di Montalenghe). Non c’erano, ma come amministratori si sono sentiti chiamati in causa Angelo Parri (sindaco di Mercenasco), Domenico Foghino (ex sindaco di San Martino), Oscarino Ferrero (sindaco di Romano Canavese) e Pier Luigi Bot Sartor (all’epoca sindaco di Scarmagno).

 

L’uscita del consigliere scarmagnese era stata ritenuta offensiva tanto che i sindaci avevano deciso di rivolgersi allo studio legale di Strambino per ottenere giustizia.

Oggi il Tribunale Civile di Ivrea ha dichiarato Paolo Puppato tenuto al risarcimento.

Certo, l’ex consigliere potrà ricorrere in appello e la sentenza potrà ancora essere ribaltata, ma la soddisfazione degli amministratori è grande: “Quel che più ci interessa – spiegano gli amministratori – è il punto di diritto stabilito dal Tribunale. Se qualcuno dice delle cose ingiuriose se ne deve assumere la responsabilità. E qui eravamo ben oltre la critica politica. Questa pronuncia è il segno che il clima è cambiato. Sui social, ad esempio, tutti si sentono autorizzati a dire qualsiasi cosa. Vorremmo invece sottolineare che anche la giustizia ordinaria indica di usare le parole in modo corretto. Questo è un risultato molto importante, più di qualsiasi risarcimento. Può succedere ancora di tutto nei tre gradi di giudizio. Ma ciò che più ci stava a cuore l’abbiamo ottenuto: non si può insultare un amministratore o qualcun altro impunemente”.

L’ex consigliere Puppato non commenta: “Al momento non ho alcuna dichiarazione da fare”.

 

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Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
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