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SCARMAGNO. Area ex Olivetti: nessun futuro!

Sembra non esserci futuro per l’area industriale ex Olivetti, un tempo cuore pulsante dell’economia piemontese. Un’area di 750 mila metri quadrati tra capannoni abbandonati e cemento adagiati a fianco dell’autostrada A5.

Una soluzione hanno provato a darla i sindaci di Scarmagno, Pierluigi Bot Sartor e di Romano, Oscarino Ferrero scrivendo una lettera ai potenti della Terra in occasione del G7 che si è tenuto a settembre a Torino. “Ho scritto anche al premier Gentiloni e al ministro dell’Economia Padoan, ma non mi hanno nemmeno degnato di una risposta – ha spiegato il primo cittadino di Scarmagno – Questo mi rammarica molto”.

Qui oggi è tutto abbandonato o quasi.

Oggi sono poco più di 200 gli impiegati per la Teklog che ha sede nell’unico magazzino ancora funzionante, il capannone A.

E pensare che fino alla metà degli anni Novanta vi lavoravano 7.500 persone, si producevano Pc Olivetti esportati in tutto il mondo.

Gli altri capannoni, dal B all’E, sono vuoti. Vuoi perchè alcune aziende se ne sono andate delocalizzando oppure perchè come nel caso della Cell-Tel, fallita dopo l’incendio che il 19 marzo del 2013 devastò il capannone C in cui lavoravano quasi 600 persone.

La notte a presidiare l’area sono rimasti solo i dipendenti della Mec Pol, società di vigilanza. Guardie giurate che devono fare i conti con i predatori di rame.

Sovente denunciano il ritrovamento di fili di cavi in rame aggrovigliati e pronti per essere portati via e non posso far altro che chiedere l’intervento di carabinieri o polizia.

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