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SAVONA. Sposi solo per permessi soggiorno, ‘svista’ ha tradito banda

Sono tutti accusati, a vario titolo e in concorso, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso per induzione gli indagati nell’operazione ‘Nozze d’oro’ condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Savona che ha portato stamani a smantellare una banda in grado di organizzare finti matrimoni per ottenere ricongiungimenti familiari e quindi permessi di soggiorno permanenti in Italia. A tradire la banda la ‘svista’ di una falsa sposa che ha sbagliato a trascrivere il nome della futura ‘dolce metà’.

Quindici in totale le ordinanze di custodia cautelare. In carcere i cinque organizzatori, tutti maghrebini: Said Assouli, 46 anni, Hamid Tarik (36), Hatim Elasraoui (35) Kadijia Nasser (48) titolare di un’agenzia di viaggi di Albenga oggi sequestrata e collaboratrice della Procura come interprete e l’italiano Luigi Accattatis, 51 anni che oltre a far parte dell’ organizzazione ha anche svolto il ruolo di ‘sposo’ per una donna marocchina. Le ‘spose’, nove italiane e una polacca cittadina italiana di età compresa tra i 20 e i 47 anni, sono ai domiciliari. 13 le persone indagate a piede libero. A tradire la banda una ‘svista’: una donna ha presentato in Comune a Savona una prima pubblicazione nella quale risultava intenzionata a sposare uno straniero e due giorni dopo ne ha presentata una nuova con il nome di un altro uomo. Da lì è nata l’operazione conclusa stamani 30 con un blitz in alcuni Comuni della provincia savonese e a Varese, Casale Monferrato e Mirandola (Modena), svolto con l’ausilio del Nucleo Elicotteristi e di quello Cinofilo.

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