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Santa Barbara!

Santa Barbara!
Santa Barbara è ricordata invece non tanto nella memoria del suo giorno, il 4 dicembre quanto come protettrice, essendo la sua figura legata agli incendi ed agli scoppi dai fulmini e dai tuoni, insieme, presumibilmente per necessità metriche e di rima, con San Simone: Santa Barbara e San Simon livreme, o goerneme, da la lòsna e dal tron, Santa Barbara e San Simone liberatemi, o proteggetemi, dal fulmine e dal tuono”. Detto che ritroviamo tale e quale in Istria, Santa Barbara e san Simòn, dalibarinde da stu ton, dalibarinde da sta saita, santa Barbara banadita. A sua volta un proverbio pugliese avverte che Si a Sande Barbere chjove assà, n’alte e quarnde dì a da chendà, Se per Santa Barbara piove tanto, durerà altri quaranta giorni. Ma non basta. In realtà santa Barbara ha radici ancora più profonde di quelle rivelate da questi detti popolari. Infatti in Provenza il 4 dicembre vi era la tradizione del grano. e cioè di far germinare dei chicchi di grano o di lenticchie in alcune coppelle, per farle germinare entro Natale e per trarne auspici per le prossime messi. Santa Barbara, Patrona dei minatori, pompieri fu martirizzata nel III secolo dal padre pagano, che la decapita e viene subito punito da un fulmine che lo incenerisce, da cui il legame di Barbara col fulmine e col fuoco, viene raffigurata con la torre, in cui il padre l’aveva rinchiusa, con le penne di pavone con cui fu fustigata, con la colonna cui fu legata. In Siria e Libano, il 4 dicembre si commemora la fuga di Sainte Barbe, detta Barbara, dalla torre dove è stata imprigionata. Secondo la credenza, il suo volo avrebbe avuto difficilmente successo senza l’aiuto dei suoi amici, che gli diedero l’idea di mascherarsi. Da qui la tradizione libanese, che alla vigilia della festa di Santa Barbara, il 3 dicembre, i bambini si vestono di tutti i tipi di costumi e maschere e vanno a bussare alle porte del quartiere e affascinano gli adulti, a loro volta mascherati, chiedendo dolci o denaro, ma non senza prima di un ritornello cantato in onore di Barbara, mentre si suona la darbouka, sia sulla soglia di casa sia sulla strada. La leggenda vuole anche che durante la sua fuga Barbara si sia nascosta in un campo di grano e che si sia alimentata di grano. Pertanto, in memoria di S. Barbara, è consuetudine che si prepari il 3 dicembre una dolce chicco di grano bollito, aromatizzato con anice e sormontato da una varietà di semi di frutta secca, mandorle, pistacchio, noci. Questo delizioso spuntino è consumato nelle case ed è offerto ai visitatori. È anche comune che si coltivi, simbolicamente, germe di grano in casa in questa stagione. Questo aspetto della festa popolare ricorda nella sua forma quella del Mardi Gras in Francia così come anche la festa di Halloween nei paesi di lingua inglese. La festa di Santa Barbara cade esattamente tre settimane dal 25 dicembre, giorno di Natale.
Favria, 4.12.2020 Giorgio Cortese

Oggi regalatemi un sorriso… e sarà un Natale speciale per tutti noi! Tanti auguri!

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