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Tempi di attesa troppo lunghi

Sanità: liste attesa troppo lunghe, e’ servizio virtuale

Liste di attesa troppo lunghe stanno facendo della sanità pubblica piemontese “un servizio virtuale”: lo denuncia il Pd, che oggi ha diffuso dati dai quali risulta che a Tortona si attende oltre un anno per una mammografia, a Biella e Cossato si aspetta un anno la visita oculistica, al Maria Vittoria di Torino si attende un anno l’ecografia mammaria e all’Asl To4 ci sono 120 esami e prestazioni per cui si attende almeno tre mesi, con punte come i 316 giorni necessari per fare un’ecodoppler a Ivrea.

“Questa situazione – afferma il capogruppo in Regione, Aldo Reschigna – fotografa il quadro di una sanità pubblica virtuale, perché è ovvio che le prenotazioni a molti mesi di distanza saranno disertate. E con l’aumento dei ticket ci saranno sempre più persone che si rivolgeranno al privato anche fuori convenzione, a prezzi ormai non molto differenti. La possibilità di curarsi appare così fortemente compromessa, soprattutto per le fasce di reddito più basse”.

La situazione, sostiene Reschigna, “è fortemente peggiorata negli ultimi anni e si aggraverà per il blocco del turn-over e l’aumento dei ticket da gennaio”.

Per il Pd piemontese, hanno detto oggi in conferenza stampa Reschigna e i consiglieri democratici Nino Boeti e Wilmer Ronzani – è innanzitutto necessario intervenire sul fronte dell’appropriatezza delle richieste di esami, perché “un miliardo e 44 milioni di esami di laboratorio ogni anno in Italia sono troppi”. Gli ospedali, hanno spiegato, sono in grado di eseguire anche il doppio degli esami attuali, è quindi necessario che “i medici ospedalieri possano fare prescrizioni che non necessitano della richiesta del medico curante” e che “gli esami richiesti vengano fatti all’interno della struttura, senza doversi rivolgere all’esterno”. Ai privati, ai quali “nessuno intende sottrarre il lavoro”, si devono chiedere invece “le prestazioni specialistiche rispetto alle quali il sistema sanitario regionale è più debole”. Occorre mettere a fuoco le priorità e agire prima sulle patologie più gravi. Non ultimo, è necessario fare “una pulizia periodica” delle liste di attesa, perché “è probabile che un paziente prenotato a sette-otto mesi di distanza nel frattempo si organizzi in altro modo per conto suo”.

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Blogger: Fabio Mina

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