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L'incontro che si è tenuto a San Sebastiano

SAN SEBASTIANO. Referendum, Pentenero (Pd): “Vittoria del sì pericolosa per la democrazia”

Nel corso del fine settimana del 20 e 21 settembre, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi con un si o con un no sul referendum costituzionale per l’abbassamento del numero dei parlamentari.

Si tratta innanzitutto di un referendum confermativo, che prescinde dal quorum e che quindi avrà efficacia anche se i votanti dovessero essere meno della metà degli aventi diritto.

Il taglio, nel caso dovesse essere confermato dal risultato delle urne, porterebbe l’organico del parlamento dagli attuali 945 membri (a cui si devono aggiungere i senatori a vita) a 600 (deputati da 630 a 400 e senatori da 315 a 200). Questo referendum è la bandiera del M5S, propugnato dai grillini nel quadro della riduzione dei costi della politica e più in generale dell’attacco alla casta. Su di esso si è aperta, all’interno dei partiti ma anche della popolazione, la discussione tra sostenitori del “si” e sostenitori del “no”, con oscillazioni di posizioni e nascita di correnti opposte all’interno degli stessi schieramenti. Il PD non fa eccezione, e se il suo capo Zingaretti si è espresso per il “si”, anche per preservare l’alleanza giallo-rossa ed evitare possibili scossoni al governo Conte, altri esponenti del partito, tra cui i big Prodi, Parisi, Bindi sono decisamente per il “no”.

Il quesito referendario è di quelli che parlano all’istinto, più che all’intelletto delle persone e leggendolo una prima volta, uno avrebbe pochi dubbi sulla scelta, ma poi se ci si ferma a riflettere, ci si accorge che la questione è più complessa e ci sono altri aspetti da tenere in considerazione.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa di Luigi Rabaglino, capofila di Rinnovamento San Sebastiano, che il 10 settembre ha organizzato un evento sul tema, con l’intento di dare ai cittadini l’opportunità di approfondire la logica di questo referendum, invitando a parlare Gianna Pentenero, ex Assessore regionale PD per l’istruzione e il lavoro e Massimo Corcione, segretario del PD chivassese.

La posizione di Pentenero è chiara: “La nostra Costituzione è il risultato di una decisione equilibrata dei padri fondatori, ci penserei bene prima di metterci mano, occorre preservare la delicatezza dell’equilibrio trovato all’epoca”.

Il timore dell’ex assessore è che la vittoria del “si” apra una crepa nella nostra democrazia conquistata con tanta fatica e si vada verso assetti istituzionali poco auspicabili. “Bisogna saper distinguere tra quello che la pancia ci dice e ciò di cui ha bisogno il paese. Occorre modificare sistemi che bloccano il processo decisionale, troppo complicati, ma dall’altro lato bisogna preservare la nostra democrazia. I grandi di questo paese, come Pertini, Moro, credevano che la dittatura dovesse essere evitata a tutti i costi, il rischio di deriva c’è e penso ad esempio a quello che sta succedendo in Russia. Il sentimento diffuso è che i nostri parlamentari non valgano molto, ma la riduzione del loro numero deve accompagnarsi alla riattribuzione ai cittadini della scelta dei loro rappresentanti”.  Sulla stessa linea del “no” si trova Massimo Corcione: “Schierandosi per il “si” il PD rischia di sacrificare dei valori importanti sull’altare del “volemose bene””.

C’è ancora qualche giorno per pensarci, nel frattempo occorre vedere se gli italiani, tra covid-19, riapertura delle scuole e lavoro precario, non abbiano la testa altrove in questo momento.

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Blogger: Andrea Capello

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