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Grazia Gilardi e Pietro Carena, assessore al bilancio e presidente della commissione bilancio
Grazia Gilardi e Pietro Carena, assessore al bilancio e presidente della commissione bilancio

SAN MAURO. La tassa rifiuti cambia nome, non sostanza

Tasi, Tari, Tares, Tres: viene da pensare che nemmeno i legislatori alla fine ci capiscano qualcosa. E forse non a torto.
Quelli che dovranno per forza capirci qualcosa sono i politici e i tecnici del comune di San Mauro, che tuttora sono alacremente al lavoro per mettere a punto il regolamento, per l’ennesima volta stravolto rispetto al precedente anno, che regolerà la tassa rifiuti.
Ecco, appunto, tassa rifiuti. Due parole che fanno a commercianti e cittadini lo stesso effetto che la kryptonite fa a Superman. La “mazzata” della Tares è ancora troppo fresca nella memoria, e purtroppo non sarà così facile dimenticarla: quest’anno arriva la Tari, sorella minore della Tares. Non sorella gemella, questo no, ma indubbiamente sangue dello stesso sangue.

 

Come riassume il presidente della commissione bilancio, Pietro Carena (Pd), “la Tari è una tassa balorda come la Tares, con la differenza che è un po’ meno glaciale, più malleabile ed aperta a interpretazioni”. Tradotto: per molti sarà una mazzata-bis, per alcuni (pochi) lo sarà un po’ di meno, perché l’amministrazione avrà un leggero margine di manovra con cui orientare il tributo più da una parte piuttosto che più dall’altra.
“A conti fatti, la Tari resta una patrimoniale che approssima rozzamente l’effettiva produzione di rifiuti. Al contrario della Tares, permetterà però di evitare quei picchi assurdi che si erano toccati lo scorso anno in alcuni eclatanti casi” spiega Carena.

 

Veniamo dunque alle differenze tra le due sorelle bastarde. Le principali riguardano le utenze non domestiche, ossia gli esercizi commerciali e le aziende. Mentre prima due ditte identiche (con stesso codice Ateco e medesimo giro d’affari) si trovavano a dover pagare cifre diverse a seconda delle dimensioni del luogo di lavoro (“come nella peggior patrimoniale, abnorme e folle”), ora sarà possibile limitare questo fenomeno: le superfici usate come semplice magazzino saranno riconosciute (se dichiarate, ovviamente) e soggette a una minore imposizione fiscale. “Questo risolverà una buona parte dei casi più anomali, quelli che avevano portato alcune aziende a pensare addirittura di delocalizzare la propria attività per risparmiare”.
Insomma, le dimensioni conteranno meno, per dirla terra terra. Ma guai ai furbetti: il regolamento prevede di procedere ad un’attenta verifica di ogni dichiarazione presentata.

 
Le riduzioni
Capitolo utenze domestiche. Qui, la Tari è incredibilmente simile alla sorella maggiore. L’unica differenza riguarderà le agevolazioni e le esenzioni decise dal comune di San Mauro. Godranno di una riduzione del 30% (sia sulla parte fissa che su quella variabile) i nuclei famigliari con un reddito ISEE inferiore ad 8000 euro annui;

del 20% coloro che hanno Isee al di sotto dei 9600 euro;

del 10% quelli che dichiarano meno di 10.500 euro.
Tre scaglioni invece dell’unico in vigore con la Tares, per ridurre l’effetto gradino: quell’effetto per cui, se il tuo Isee era anche solo di un euro superiore al limite previsto, ti ritrovavi a pagare l’intero importo invece di esserne esentato. Con conseguenti improperi lanciati al cielo e a chiunque fosse a portata d’orecchio.

 
Nei confronti delle tre fasce già tutelate, ci sarà poi un’ulteriore riduzione: quelle famiglie con 5 o più membri, godranno di un ulteriore “sconto” del 30% che si sommerà al precedente, fino ad un massimo del 60% di esenzione. “Un chiaro segno della volontà di ‘proteggere’ quei nuclei di persone con un basso reddito che scommettono sul futuro decidendo di fare figli, o che supportano per conto dello Stato gli oneri derivanti dall’assistenza di un anziano” specifica il presidente di commissione.
Ci sarà poi una riduzione del 20% per i soggetti con una disabilità pari o superiore al 75% (lo scorso anno era il 99%). Uguale riduzione per le associazioni culturali, sportive e ricreative senza scopo di lucro. Ma anche qui: occhio ai furbetti. Senza scopo di lucro vuol dire senza scopo di lucro. Per davvero.

 
Saranno totalmente esenti, invece, quelle famiglie il cui disagio economico sarà ritenuto dagli uffici comunali eccessivamente elevato per poter pagare la tassa. Il 10% di riduzione andrà a quelle attività che aderiranno al Last Minute Market, mentre il 30% a coloro che dimostreranno di aver avviato il compostaggio domestico (con una compostiera a capacità minima di 310 litri e in possesso di una superficie minima di mq 100 di area verde ad uso esclusivo).

 

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