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IN FOTO Sara Pelliccia con Kesy Zheng al concorso Internazionale “Piano Talents 2019” di Milano

SAN MAURO. Kesy Zheng primo premio al “Piano Talents” di Milano

La vittoria di Kesy Zheng del 9 giugno scorso, al Concorso internazionale “Piano Talents 2019” di Milano, è l’ultima di una serie di eccellenti risultati della Scuola di Musica AccaMIdea di San Mauro Torinese. “Oltre all’ottimo risultato di Kesy – ci racconta con orgoglio l’insegnate Sara Pelliccia abbiamo vinto altri concorsi tra i quali il Concorso internazionale “Talenti in Canavese” svoltosi nel 2018 ad Agliè (To) e il Concorso nazionale “Rospigliosi” a Lamporecchio (Pt) con quattro allieve classificate prime (Chiara Crifò, Bianca De Toni, Vittoria Mainolfi e Kesy Zheng). Personalmente sono orgogliosa di aver ricevuto un Diploma d’onore per la didattica e un riconoscimento per il maggior numero di allieve partecipanti”.

I risultati e le eccellenti prestazioni sono sempre frutto di dedizione e impegno e nella Scuola di Musica AccaMIdea sono come scolpite nella roccia.

“I tre presupposti fondamentali per raggiungere ottimi risultati – ci spiega Sara Pelliccia – sono l’insegnante, la famiglia e il bambino. Per insegnare ai bambini di 4/5 anni ci vuole molta pazienza. Necessita usare un linguaggio adeguato perché ogni bambino ha i suoi tempi e il suo mondo. A tale proposito ho seguito numerosi corsi di didattica”. Un tassello determinante nell’apprendimento dei bambini risulta essere la famiglia “La presenza costante della famiglia è importantissima – ci spiega l’insegnante. La famiglia deve fare un investimento sia in termini di tempo che di soldi perché il bambino deve essere seguito anche a casa ed è necessario avere un pianoforte. La tastiera non va bene perché, oltre ad essere un altro strumento, non trasmette le stesse sensazioni e sensibilità”.

E poi bisogna lavorare in simbiosi per stimolare la curiosità dei bambini. “Fornendo i giusti stimoli per stuzzicare la loro attenzione e curiosità – spiega Sara Pelliccia – ma anche la giusta impostazione tecnica, lavorando fin da subito sulla qualità del suono e sull’espressività. Nelle categorie dei più piccoli è impressionante vedere come ci siano bambini in grado di suonare cose molto complesse”.

Visti gli ottimi risultati conseguiti, lo studio del pianoforte sembra essere una peculiarità riservata alle bambine “I maschi che seriamente vogliono imparare a suonare il paino sono pochissimi. Nei concorsi alcuni maschietti ci sono ma sono rari. Da noi c’è il fratellino di Kesy che ha iniziato quest’anno e promette bene”.

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Blogger: Claudio Maretto

Claudio Maretto
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