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SAN MAURIZIO. “Variante dell’aeroporto”, la minoranza abbandona l’aula

La minoranza abbandona la seduta pubblica al momento dell’approvazione della terza variante strutturale del progetto preliminare che riguarda i vincoli aeroportuali.

Prima di lasciare la sala consiliare, la consigliere di minoranza Laura Cargnino aveva chiesto la sospensione del punto previsto dall’ordine del giorno: “Chiedo a nome di tutta la minoranza che venga sospeso il punto sei all’ordine del giorno perché ci è stato consegnato il documento di circa 500 pagine soltanto 5 giorni fa. Ci sono numerose correzioni e bisogna avere il tempo per analizzarle tutte. Non capisco l’urgenza di approvarlo il 25 luglio. Sembra di essere in campagna elettorale, sindaco! Se non lo sospende, vorrei che mi fossero spiegati tutti i 66 articoli presenti nel documento”. Anche da parte del consigliere di minoranza Mario De Leo c’è stata opposizione: “Io ero presente in commissione consultiva ma ritengo che per la valenza che avrà sul territorio questa variante, sta sera, almeno tra il pubblico, avrebbe potuto essere presente l’architetto Cintura, per poter spiegare bene e dare le informazioni tecniche necessarie”. Ma il sindaco Paolo Biavati non è stato della stessa idea: “Il progetto presentato questa sera è partito dal 2012 ed è nato nell’ambito della Commissione urbanistica. Sono state fatte più sedute e più proposte, è stato fatto un grande lavoro con grande trasparenza. E’ necessario approvare questa variante per chi si trovasse in un territorio soggetto a vincoli aeroportuali e non sa come comportarsi. L’iter è ancora molto lungo, dovrà passare al vaglio ancora di tre Consigli che anticiperanno la prima conferenza di co-pianificazione, il che significa che seguiranno più sedute”.

E anche se è stato messo ai voti l’opzione di sospendere il punto all’ordine del giorno, la maggioranza, composta da ben 6 membri, ha scelto di passare alla sua approvazione. I consiglieri Sergio Tabladini, De Leo e Cargnino hanno quindi abbandonato l’aula in segno di protesta sostenendo la scarsa democrazia del sindaco Biavati che al termine del consiglio ha riferito alla stampa presente: “Approvare questa variante è nell’interesse della cittadinanza, non di chicchessia, come sostengono loro. Mi dicono che sono antidemocratico ma io ho il dovere e il titolo di amministrare”.

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