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Ospedale Regina Margherita
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SAN MAURIZIO. Bambino ricoverato al Regina Margherita per l’esplosione di un petardo

Passerà le festività pasquali ricoverato in un reparto dell’ospedale infantile “Regina Margherita” di Torino il bambino di 11 anni che due settimane fa è rimasto gravemente ferito a seguito dello scoppio di un grosso petardo. I fatti sono avvenuti a San Maurizio, nella parte periferica della cittadina.

Dopo lo scoppio, il bambino ha iniziato a urlare, chiedendo poi aiuto ai genitori, che dopo essersi spaventati hanno chiamato i soccorsi.

Soccorsi che poi lo hanno trasportato direttamente all’ospedale torinese di piazza Polonia.

Il ragazzino è stato poi sottoposto a un delicato intervento chirurgico, che per fortuna gli ha evitato amputazioni, con una prognosi complessiva di novanta giorni.

Nella mattinata di mercoledì, il padre ha finalmente preso coraggio, decidendosi a sporgere denuncia contro ignoti alla tenenza dei carabinieri di Cirié, raccontando i fatti nei minimi dettagli.

Gli uomini del luogotenente Diego Mannarelli hanno immediatamente avvisato e inoltrato la segnalazione alla Procura dei Minori di Torino – competente in questi casi – che ora darà avvio alle indagini di rito.

Gli inquirenti ora dovranno capire tutta una serie di aspetti di questa vicenda, dai contorni del giallo. A partire da dove il bambino abbia trovato il petardo. O da chi abbia dato al bambino l’oggetto pirotecnico e per quale motivo. Ma anche se il ragazzino fosse da solo o in compagnia e, in questo caso, se di un adulto, di un minore o di un gruppo di minori.

Per ora tutte le piste sono al vaglio dei militari. E non è stata scartata l’ipotesi dell’atto di bullismo che nelle ultime ore ha preso corpo: uno o più giovani che, per scherzo, lo abbiamo costretto a prendere in mano il petardo che di lì a pochi istanti gli è poi scoppiato, ferendolo anche al viso.

Per questo motivo gli inquirenti stanno indagando sulla cerchia di amici del ragazzino, prendendo di mira anche i social per eventuali video.

Ma l’ipotesi più accreditata rimane quella della disattenzione del ragazzino che, per fortuna, non ha portato a gravi conseguenze.

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