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SAN GIUSTO. Multe: non trasformiamo vigili in sceriffi

Un’entratat di 44 mila euro in un anno! Ecco quanto il comune di San Giusto ha incassato dalle multe agli automobilisti per eccesso di velocità. E questo solo nel 2016 attraverso i numerosi appostamenti organizzati dalla polizia municipale con la ditta che si occupa di fornire i Velo Ok, i suppostoni arancioni che si trovano all’ingresso del paese.

Sono state ben 625 le sanzioni comminate dal 13 gennaio al 15 novembre scorso a coloro che hanno superato il limite dei 50 km orari lungo via XXV luglio.

Troppo. Troppo secondo la minoranza consiliare. Perché un conto è badare alla sicurezza, un altro è fare cassa. Peggio se si escogitano metodi per beccare a tutti i costi gli automobilisti in “flagranza”.

“La polizia municipale anziché rendersi visibile come prevede la legge si nasconde – tuona Giuseppe Libonati della minoranza “Obiettivo Comune” -. Mi sono recato in prima persona a svolgere delle verifiche e ho visto che la macchinetta era posizionata in un totem e il personale si trovava ad una cera distanza, magari anche davanti a delle proprietà private. Ciò che noi contestiamo è innanzitutto l’utilizzo che se ne fa perché i numeri sono veramente folli. Si parla di oltre seicento verbali nel giro di pochi mesi. A mio avviso questa non è prevenzione, che va fatta h24, non solo nelle ore, dalle 8,30 del mattino, fino alle 16,30 del pomeriggio, nelle quali le persone vanno a lavoro o tornano a casa”.

La minoranza critica ma propone anche. “Bisogna individuare altre forme di deterrente – sottolinea Libonati che non per forza devono mutare a valanga. Penso ad un semaforo intelligente che dà la possibilità a tutti di rallentare e di non incappare per forza in verbali. Questo tipo di prevenzione mi appare tanto strumentale: i totem vengono utilizzati come dei bancomat”.

E’ vero anche che l’introito derivante dalle sanzioni dovrebbe essere reinvestito nella viabilità.

“Ma per aggiustare le strade o eseguire altri lavori si possono trovare fondi altrove – replica in questo caso Libonati -. Non contestiamo assolutamente che si debba fare prevenzione, contestiamo l’utilizzo indiscriminato dello strumento. Poi le regole vanno rispettate e come le rispettano i cittadini devono farlo anche le autorità competenti. Non devono trasformare i nostri vigili in sceriffi”.

Indignato dalla polemica l’Assessore Massimo Succa, che ribatte a tono.

“In generale – tuona Succa non ritengo corretto da parte di una rappresentante pubblico far passare l’idea che è nel torto chi scrive la regola e chi cerca di farla rispettare rispetto a chi, al contrario, la regola non la rispetta, mettendo anche in discussione l’operato dei vigili”.

E non è tutto.

“Si cerca – prosegue Succa di far passare il concetto che il Comune vuole fare cassa: niente di più falso. La sicurezza e il rispetto delle regole sono la vera priorità. Quello che l’amministrazione vuole fortemente è tutelare gli utenti stradali, i pedoni ed evitare il più possibile incidenti. Sottolineo che, a fronte di un limite di velocità di 50Km/h considerando una tolleranza di 5 Km/h, ci sono state segnalazioni di velocità prossime e superiori ai 100Km/h in un centro abitato dove passeggiano, a piedi o in bicicletta, i nostri concittadini ed i nostri ragazzi. Mentre la percentuale di multe per velocita’ superiori a 65Km/h è prossima al 25% e che da inizio anno il trend di infrazioni è in forte calo.”.

E per Succa se c’è di mezzo la vitra delle persone non è affatto il caso di polemizzare.

“Via XXV Luglio – rammenta – per sua conformita’ e’ una strada ad elevata percorrenza già oggetto in passato di numerosi incidenti anche mortali. Caratterizzata da un lungo rettilineo (più di 2km), la presenza di numerosi incroci la rende particolarmente pericolosa per i pedoni e per il traffico che si immette nella medesima”.

E’ vero che l’Amministrazione ma è anche vero che nel tempo sono stati eseguiti diversi interventi: all’altezza della zona centrale una rotatoria per spezzare il flusso del traffico costringendo tutti i veicoli a rallentare.

“All’ingresso e uscita del paese non potevamo che installare dei Velo Ok – spiega la scelta l’Assessore -. Il miglior compromesso secondo noi tra le soluzioni analizzate”.

E il semaforo non andrebbe bene?

“No perché comporterebbe – risponde – la creazione di code con un allungamento dei tempi di attraversamento del paese ed un aumento dell’inquinamento ambientale dovuto alle emissioni durante la sosta e la ripartenza. E comunque la tendenza a livello nazionale è quella di ridurre il numero totale degli impianti semaforici per ridurre inquinamento atmosferico e per un discorso di rispamio energetico”.

Insomma. 

“E’ ovvio – conclude Succa che come amministrazione siamo attenti al numero delle notifiche emesse, ma e’ altrettanto vero che siamo convinti che la sicurezza dei cittadini non abbia prezzo”.

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