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SAN GIORGIO. Green Economy: anche i comuni possono esserne i protagonisti

Venerdì 12 aprile alle 20.30 si è tenuto il convegno “Le comunità locali protagoniste della Green Economy: Il patto dei sindaci per il clima e l’ambiente” al castello di San Giorgio Canavese, in collaborazione con il Kyoto Club e l’amministrazione comunale di San Giorgio con illustri relatori come l’onorevole Mercedes Bresso, europarlamentare e vicepresidente del Gruppo SD che ha illustrato le politiche europee per il clima e l’ambiente; Mattia Mariuz di Green Peace che ha fatto un articolato discorso sul cambiamento climatico in atto, visibile ormai ai nostri occhi e quali accortezze prendere per una necessaria inversione di rotta e Giuseppe Gamba del Kyoto Club che ha spiegato il ruolo degli enti locali nella transazione energetica. Il sindaco di San Giorgio C.Ve, Andrea Zanusso ha introdotto il convegno con i saluti istituzionali, spiegato come già nel 2014, l’ amministrazione comunale abbia voluto il recupero dell’area in regione Castagnola, tra San Giorgio e Montalenghe, per metà pubblica e metà privata, per creare dei terreni favorevoli all’apicoltura con un investimento di 90.000 euro. La metà della cifra necessaria è stata ottenuta dagli imprenditori che hanno voluto investire nel lotto, donando un canone al comune. “Non ci siamo fermati qui. Vogliamo tutelare le api, a rischio estinzione, aderendo al progetto “Be the future”sottoscrivendo un accordo sia con le associazioni che promuovono la tutela ambientale ed un’economia “verde” come Sloow Food  che le scuole, per la crescita della consapevolezza nei giovani che sono il nostro futuro . Nel concreto, nonostante in Canavese la monocultura del mais sia ancora molto sfruttata, stiamo cercando di diffondere la cultura della biodiversità, tramite la coltivazione di altri cereali come il grano saraceno ad esempio per preservare la fertilità del suolo e limitare l’uso di pesticidi dannosi. Stiamo utilizzato una problematica per cambiare la nostra comunità e l’economia. La Paesc o Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima che abbiamo realizzato e deriva dal patto dei sindaci per il clima, è un’opportunità di rinascita per tutti noi”. Il sindaco di Montalenghe Valerio Grosso, invitato all’evento ha preso parola e d’accordo con Zannotto afferma che occorre:  “Andare oltre i campanilismi provinciali per fare davvero qualcosa per il nostro territorio, puntando su un turismo ambientale in chiave eco-sostenibile, in grado di dare opportunità migliori per chi vuole investire o lavorare ancora nel Canavese ed un turismo sportivo outdoor grazie all’aiuto di associazioni, collaborazione tra amministratori locali ed imprese dislocate sul territorio. Rilanciando l’economia, rispettando l’ambiente ed il patto dei sindaci per il clima potremmo migliorare, in definitiva, la nostra qualità della vita”.

Tra i relatori anche l’ex sindaco di Ivrea della Pepa e l’ex assessore Giovanna Codato

Nella seconda metà della conferenza, hanno preso parola Carlo della Pepa già sindaco di Ivrea e Arch. Giovanna Codato già assessore della città per spiegare il Paesc di Ivrea e confrontarlo, assieme all’ing. Ilaria Bresciani di Weproject srl, a quello di San Giorgio. Bisogna ricordare che il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia dell’UE riunisce migliaia di governi locali impegnati, su base volontaria, a implementare gli obiettivi comunitari su clima ed energia. Dal 2017 sono stati istituiti uffici regionali del Patto in Nord America, America Latina e Caraibi, Cina e Asia sud-orientale, India e Giappone ad integrazione di quelli esistenti. Come ribadito durante la serata da della Pepa, Codato e Bresciani, i firmatari condividono una visione da realizzare entro il 2050: accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, rafforzando la loro capacità di adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico e consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile. Le città firmatarie s’impegnano a sostenere l’attuazione dell’obiettivo comunitario di riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030 e l’adozione di un approccio comune per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e progetti pratici, i Firmatari s’impegnano a presentare, entro due anni dalla data della decisione del consiglio locale il PAESC che indichi le azioni chiave che intendono intraprendere. Il piano conterrà un Inventario di Base delle Emissioni per monitorare le azioni di mitigazione e la Valutazione di Vulnerabilità e Rischi Climatici. Ad Ivrea, si dovrà puntare sulla riduzione del traffico per controllare l’emissione di anidride carbonica nell’aria. A San Giorgio, per il problema delle emissioni, ci sarà una riqualificazione energetica di alcuni edifici pubblici per poi estenderla a tutti , anche a quelli privati. Sarà sopratutto importante, per entrambi i comuni, tenere sotto controllo la produzione di energia ed evitarne la dispersione. A San Giorgio ad esempio si introdurrà il fotovoltaico ed il biogas entro il 2030 per raggiungere gli obbiettivi del 40%. Infine, verrà  aumento il numero di piste ciclabili per ridurre le emissioni delle auto, già comunque inferiori rispetto ad un centro abitato di dimensioni maggiori come Ivrea.

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Blogger: Veronica Rossetti

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