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SAN BENIGNO. Nel capannone nascondeva 1.300 tonnellate di rifiuti plastici ed elettronici

Sequestrato dai carabinieri del Noe, a San Benigno Canavese, un capannone con all’interno 1.300 tonnellate di rifiuti plastici ed elettronici. È successo nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Torino.
L’area, composta da un piazzale di 350 metri quadrati e da un capannone di 1000 metri quadrati, era la sede di una ditta di commercio online di prodotti alimentari, tuttavia autorizzata in via semplificata alla gestione di diverse tipologie di rifiuti, autorizzazione peraltro decaduta nel settembre dello scorso anno. Infatti, al loro ingresso, i Carabinieri del NOE di Torino e i militari della Stazione CC di Volpiano hanno trovato una notevole quantità di rifiuti accatastati in modo eterogeneo senza che venisse osservata alcuna regola per lo stoccaggio.
Sono così state rinvenute circa 1300 tonnellate di rifiuti anche pericolosi come neon, batterie e circuiti per apparecchiature elettroniche, accumulatori, toner esausti per stampanti, pannelli fotovoltaici e monitor per pc, estintori e bombole per sostanze gassose, oltre che decine di big bags contenenti CD e parti plastiche di apparati bancomat e elettrodomestici. All’esterno del capannone oltre ai RAEE si rinvenivano diversi cassoni contenenti cartongesso, guaine catramate e fusti riempiti di oli esausti.
I militari del NOE di Torino, in accordo con la Procura del Capoluogo piemontese, hanno quindi proceduto al sequestro dell’intera area e dei rifiuti presenti, oltre a documentazione cartacea falsamente creata allo scopo di esercitare il traffico dei rifiuti. Sono in corso attività di indagine dirette a stabilire la provenienza delle diverse tipologie dei rifiuti ed individuare i vari attori dell’attività illecita.

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