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Salvi i 72 lavoratori della Berco!

A sorpresa l’accordo tra la Berco, azienda del gruppo Thyssenkrupp specializzata in sottocarri e componenti per cingolati, e i sindacati è arrivato.
L’intesa è stata raggiunta l’8 agosto in una maratona notturna al Ministero del Lavoro, durata 15 ore: un’intesa che mette finalmente d’accordo tutti, sindacati e azienda – gruppo Thyssen Krupp – ricomponendo le spaccature tra Ferrara e Torino.
Sventata la chiusura del sito torinese di Busano, dunque, per il quale è previsto invece un percorso di reindustrializzazione e scongiurati i 611 licenziamenti grazie alla proroga per un anno della Cig straordinaria e alla procedura di mobilità volontaria per un massimo di 438 lavoratori: questi i termini di massima dell’intesa.
Unanime il voto positivo dei 72 addetti del sito canavesano che, in un primo momento – in base alle intese raggiunte a Ferrara dall’amministratore delegato di Berco, Lucia Morselli, sindacati e istituzioni emiliane – rischiavano la chiusura della fabbrica e ora intravvedono un futuro dopo l’anno di Cigs.
Gli esuberi erano 320 a Copparo (Ferrara), 72 a Busano, gli altri a Castelfranco Veneto (Treviso) e Sasso Morelli (Bologna).
Ora confidiamo in un piano di reindustrializzazione dell’area, quella dello stampaggio a caldo del Canavese, a forte vocazione manifatturiera”, sottolinea Fabrizio Bellino, della Fiom di Torino.
L’intesa – spiega una nota di Guglielmo Gambardella, coordinatore di settore per la siderurgia della Uildm nazionale – prevede la proroga di 12 mesi della Cigs per i lavoratori dei siti di Copparo (l’headquarter ferrarese con quasi 2mila addetti), Busano (Torino) e Castelfranco Veneto (Treviso, altre 360 persone) per complessità dei processi produttivi, con mobilità volontaria per un numero massimo di 438 lavoratori, attraverso i 12 mesi di Cigs più 3 anni di mobilità (per la piccola filiale imolese di Sasso Morelli, nell’Imolese, c’è solo il ricorso al primo anno di Cigs), assieme alla possibilità di massimo tre anni di contribuzione volontaria coperti da integrazione aziendale, con esodi volontari incentivati fino a 65mila euro (se si aderisce entro settembre 2013, successivamente l’incentivo decresce)”.
Previsto anche il congelamento per 24 mesi di alcuni istituti del contratto aziendale come cottimo, concottimo, premio di risultato, premio di produzione e premio feriale nonché l’apertura di un tavolo di confronto per il loro rinnovo dopo il 1 ottobre 2015.
È un accordo che proverà a rilanciare il gruppo metalmeccanico, anche con forti sacrifici da parte dei lavoratori e andrà monitorato attentamente nei prossimi mesi per verificarne i risultati e vedere se gli strumenti avranno determinato l’azzeramento degli esuberi, o se vi sarà invece la necessità di ricorrere a nuovi strumenti per la gestione di eventuali eccedenze, eliminando qualsiasi ricorso alla mobilità”, commenta in una nota la Uilm.
Il fatto che la Berco e i sindacati abbiano accolto l’invito del Governo e delle altre istituzioni a riaprire la discussione sul futuro di centinaia di lavoratori, trovando un accordo a partire dalla nostra proposta, è un’ottima notizia”, ha commentato il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Soddisfatto anche il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, per il quale “la soluzione trovata è la migliore delle soluzioni possibili”.
Esultano le istituzioni locali.
Nella soluzione trovata per la Berco si è rivelato vincente il modello Piemonte”, ha commentato, soddisfatto, il governatore Roberto Cota, che ha partecipato a Roma direttamente al tavolo ministeriale e garantire una prospettiva occupazionale alla sede di Busano.

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