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SALUGGIA. La costruzione del deposito è in ritardo per incapacità

Sogin
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Nei giorni scorsi Sogin ha annunciato che, a fronte del “mancato completamento delle attività di progettazione costruttiva dell’infrastruttura e dalla manifesta incapacità a completare la realizzazione dell’edificio di processo e del deposito temporaneo in cui si articola il Complesso Cemex” nel sito Eurex di Saluggia, ha deciso di “avvalersi delle clausole risolutive espresse verso il Raggruppamento Temporaneo di Impresa di cui è mandataria Saipem spa”.

L’appalto per la realizzazione del Complesso Cemex (edificio di processo per la cementazione delle scorie liquide e deposito temporaneo D3) era stato assegnato nel 2013, al RTI guidato da Saipem, per un importo di 98 milioni di euro. Ebbene: dopo quattro anni, l’avanzamento del cantiere è solo del 10 per cento: lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Sogin, Luca Desiata, nel maggio scorso alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Nel frattempo il Governo ha pubblicato – seppur tardivamente, a seguito dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea – il Programma Nazionale per la

gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, che prevede l’entrata in esercizio del Deposito Nazionale entro il 2025.

A questo punto, è evidente che non ha più senso costruire nuovi depositi “temporanei” (come il D3 annesso al Cemex) nei siti attuali, quando fra otto anni – secondo le previsioni del Governo – le scorie potranno essere portate al Deposito Nazionale.

Sogin, tenendo conto del nuovo cronoprogramma contenuto nel Programma Nazionale e approfittando dell’interruzione dei lavori conseguente a questa rescissione del contratto d’appalto,

deve riconsiderare il progetto del Complesso Cemex

• terminando la realizzazione dell’edificio di processo (impianto di solidificazione delle scorie liquide) entro il 2024, per poter iniziare la cementazione delle scorie liquide entro il 2025;

• stralciando dal progetto la realizzazione del deposito temporaneo D3: costruire ora un deposito “temporaneo” quando è prevista, fra otto anni, l’entrata in esercizio del Deposito Nazionale definitivo sarebbe solo un immane spreco di denaro.

Il Comitato di vigilanza sul nucleare, Legambiente e Pro Natura del vercellese auspicano che il consiglio d’amministrazione di Sogin, di cui fa parte anche il sindaco di Trino, sulla base di queste valutazioni tecniche, economiche ed ambientali assuma urgentemente determinazioni in questo senso.

31 agosto 2017

Comitato vigilanza sul nucleare

Legambiente del Vercellese

Pro Natura del Vercellese

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