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Mauro Salizzoni
Mauro Salizzoni, vicepresidente consiglio regionale

Salizzoni: “Il sistema sanitario sta saltando”

“Bisogna fare tutto il possibile per tenere il virus fuori dagli ospedali dedicati alle terapie mediche e chirurgiche di alta complessità”. A dirlo è Mauro Salizzoni,  vicepresidente del consiglio regionale nonchè chiururgo. “I Dea di II livello – aggiunge – devono essere zone santuario, perché medicina d’urgenza e cardiovascolare, oncologie ed ematologie, cardiochirurgie e unità coronariche, neurochirurgie, trapianti, ecc. non possono sospendere né rallentare l’attività. Il Covid19 non ha eliminato, infarti, ictus e tumori, e non possiamo tornare come nel lockdown quando c’erano pazienti che non si recavano a visite e controlli per paura di contagiarsi. La sospensione delle visite specialistiche e degli esami diagnostici non urgenti nonché di tutti gli interventi chirurgici differibili è un segnale molto preoccupante. Come è preoccupante vedere le sale operatorie trasformate in reparti Covid. Se andiamo avanti così, saremo a costretti a rinviare anche gli interventi chirurgici più importanti, e sarà sempre più difficile gestire le emergenze. Bisogna salvaguardare gli ospedali dove si affrontano le alte complessità, quindi individuare a Torino o nella cintura due o più ospedali, Dea di I livello o presidio di territorio, dedicati alle medie e basse gravità da Covid19”.

Già a maggio Salizzoni era intervenuto chiedendo di dividere i pazienti Covid dai non Covid. “Servono appositi Covid Hospital, in modo tale che tutti gli altri ospedali e ambulatori, free Covid, possano concentrarsi sulle terapie ordinarie e riprendere l’attività chirurgica ed essere in grado di seguire i malati oncologici, ematologici e cronici, che nei mesi scorsi hanno visto peggiorare le loro condizioni a causa dei ritardi nei percorsi di follow up.” 

A suo tempo Salizzoni aveva suggerito, oltre alle Ogr, di prendere in considerazione strutture dismesse, che avrebbero potuto essere trasformate in Covid hospital senza costosi e impegnativi interventi di recupero. “Ora non c’è più tempo – stigmatizza – Ma è chiaro che l’Oftalmico non basta. Su questo versante registro non solo ritardi ma l’assenza di una chiara visione – aggiunge  SalizzoniE sono sorpreso dal vedere che si sta ancora cercando di trovare strutture alberghiere per ospitare gli asintomatici o i pauci sintomatici che non possono trascorrere l’isolamento a casa. E chi è in isolamento domiciliare come chi trascorre la ‘quarantena’ nei Covid Hotel non deve poi essere abbandonato a se stesso ma venir monitorato in modo costante dalle Usca e seguito dal medico di famiglia. Diversamente, avremo gli ospedali intasati da pazienti positivi. Siamo giunti ad una curva molto stretta, se non si tengono bene i comandi rischiamo che il sistema salti”.

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