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RUGBY. Un Natale da primo della classe per il VII Rugby di serie A

E’ stato un Natale alquanto speciale per la Settimo del rugby. Non solo perché le festività natalizie anticipano le ricorrenze per i 110 anni dalla fondazione del primo Rugby Torino (che cadono proprio nel 2020, ndr), ma soprattutto perchè il club di via Cascina Nuova ha conquistato – per la prima volta nella storia del rugby torinese – il primato in classifica nel girone 1 di Serie A. La storia ha la sua importanza evocativa, tuttavia conta il presente, che parla di un VII Rugby che è stato a tratti incontenibile nell’ultimo turno di campionato dell’anno. Contro il Cus Genova il XV settimese ha regalato al popolo gialloblu una prestazione pressoché perfetta in ogni reparto che ha fruttato un risultato netto (46-5, con tanto di bonus), che la dice lunga sul dominio degli uomini di Troy Nathan. E’ stato fin dai primi minuti del match un monologo settimese, con i padorni di casa subito in meta con Arrigo e Taylor a fissare il parziale dei primi 40’ sul 17-0. Nella ripresa il forcing del VII Rugby non è calato, ma anzi si è intensificato. Le mete di Perini, De Razza, Costantinescu, Tveraga e Nepote hanno portato il punteggio sul 43-0 e solo nel finale i settimesi si sono potuti “rilassare” concedendo a Genova la meta della bandiera.

Il 2019 si conclude dunque al di sopra di ogni più rosea aspettativa della vigilia, con la Seniores settimese capace di guardare tutti dall’alto della classifica a braccetto con l’Accademia Nazionale Ivan Francescato: 32 i punti conquistati finora da capitan Marchi e compagni, frutto di 7 vittorie in 8 incontri disputati. Un ruolino di marcia da promozione per una squadra che nel maggio scorso, invece, conquistava a fatica la salvezza in categoria solamente al termine dei delicatissimi barrages playout. Sette mesi in cui l’universo gialloblu pare essersi completamente ribaltato, a cominciare dalla mentalità e da una nuova consapevolezza nei mezzi della squadra. L’auspicio per il 2020, neanche a dirlo, è che il sodalizio del presidente Maurizio Cremonini possa confermarsi ai vertici del rugby italiano, forte anche di un movimento dal basso in continuo fermento.

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