Home / In provincia di Torino / ROSTA. Arrestato e condannato uno stalker. La minaccia: “Devi essere soltanto mia o ti uccido”

ROSTA. Arrestato e condannato uno stalker. La minaccia: “Devi essere soltanto mia o ti uccido”

I carabinieri di Avigliana e Rivoli,  sotto la direzione della Procura della Repubblica, nel gennaio  2016 (un anno fa) avevano notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ad Alessandro C., 51 anni, di Rosta, nei cui confronti erano stati acquisiti gravi e convergenti elementi di responsabilità per aver molestato, intimidito e picchiato  l’ ex convivente. In questi giorni, l’uomo è stato condannato in I grado a 2 anni e 6 mesi di reclusione per atti persecutori.  Il fascicolo è ora in Corte di Appello con udienza fissata al 27 aprile prossimo.
Il procedimento penale tra origine da diverse querele (la prima è del 22 settembre 2014) presentate da Nadia (nome di fantasia, ndr) di 40 anni, residente in provincia di Torino, che descrivevano quelle condotte di lesioni, minacce e danneggiamenti (pneumatici bucati, carrozzeria della macchina danneggiata con scritte volgari, telefoni cellulari spaccati, etc..), che, secondo la denunciante, trovano origine nel fatto che Alessandro C. non avesse accettato la fine della loro convivenza.  L’uomo  aveva cercato in modo ossessivo  attraverso telefonate e sms (oltre mille) e presentandosi in casa  della donna di convincerla a tornare a vivere con lui.
Ultima cena con trappola  Il 26 dicembre 2015, Alessandro aveva  bucato le gomme della macchina di Nadia perché si era rifiutata di trascorrere il Natale  assieme a lui. Per tale motivo l’aveva invitata e costretta a trascorrere insieme  il 31 dicembre a Torino per poi, dopo cena, farla scendere e salire dalla macchina, nel cuore della notte, a suo piacimento nel viaggio di ritorno a casa. L’indagato, quella notte, aveva colpito Nadia ripetutamente al volto con schiaffi e pugni e l’aveva  minacciata di morte nel caso non fosse tornata a  “essere soltanto sua”, dicendole che prima o poi l’avrebbe uccisa.
Raid incendiario

Era stato accertato che l’indagato aveva  appiccato il fuoco a un negozio d’abbigliamento di Buttigliera Alta, dove lavorava un’amica dell’ex, colpevole di aver incontrato Nadia  qualche giorno prima.

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