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Il recupero degli scarti dell'edilizia

RONDISSONE. Modifica al recupero della cava. ILC: “Non è una discarica!”

Noi non abbiamo richiesto un aumento della volumetria dei rifiuti, non svolgiamo attività di discarica né abbiamo intenzione di realizzarla in futuro. Attualmente la nostra attività, complementare alla lavorazione della sabbia e della ghiaia, è il recupero dei rifiuti derivanti da costruzioni e demolizioni”.

Non usano tanti giri di parole, alla ILC di Rondissone, per spiegare ai cittadini l’attività che qui viene già svolta da diversi anni e che non muterà dopo l’approvazione della delibera del 24 giugno da parte della Giunta comunale del sindaco Miriam De Ros. L’atto votato dall’esecutivo rondissonese altro non è che una variante al progetto di recupero ambientale della cava in località Campagnetta 2. La variante era stata presentata dalla società ILC nel novembre scorso e in febbraio si era svolta in Provincia una conferenza dei servizi.

Alla conferenza dei servizi che ha valutato la richiesta di variante sono stati invitati tutti gli enti interessati – sottolinenano dalla ILC, dopo le notizie diffuse la scorsa settimana e i dubbi sollevati circa l’interessamento delle amministrazioni comunali del territorio alla questione – tra cui Rondissone, Verolengo, i Consorzi Irrigui e tanti altri settori della Provincia. Non sono state sollevate obiezioni in merito alla variante”.

Ma in cosa consiste la variante chiesta dalla ILC, la società che opera a Rondissone, in Strada della Mandria 8, dal 2001? Semplicemente, prevede la modifica al recupero ambientale della cava già ultimata: invece di procedere al ritombamento dell’area nord della cava Campagnetta 2, come previsto in precedenza dall’autorizzazione, l’area suddetta rimarrà alla stessa quota di scavo del resto del sito.

Che si tratti di un’altra discarica o che questo comporti un aumento della volumetria dei rifiuti è quanto di più falso si possa dire”, spiega il titolare della ILC. Per la società rondissonese il fine non è quello di stoccare rifiuti ma, piuttosto, di recuperarli. Come? Eccocelo spiegato. “Alla cava, da otto anni a questa parte, abbiamo affiancato un’altra attività – spiegano dalla ILC – , di cui abbiamo avuto tutte le autorizzazioni necessarie, compresa la certificazione ambientale ISO 14001. Si tratta di un’attività di recupero di rifiuti misti derivanti da attività di costruzione e demolizione. In poche parole, recuperiamo le cosiddette “macerie” dell’edilizia. Il riciclaggio delle macerie e dei rifiuti inerti viene effettuato utilizzando un frantoio mobile: una macchina capace di frantumare, selezionare e nel contempo separare materiali indesiderati quali ferro, legno e imballaggi misti. Si ottiene così un ‘aggregato riciclato’ in frazione unica 0/90, ovvero un prodotto economico e ideale per diversi utilizzi: riempimenti, sottofondi per la posa di autobloccanti, fondazioni stradali, rilevati ferroviari, piazzali, ecc… ecc… I vantaggi sono evidenti: un notevole risparmio per il cliente pur utilizzando un prodotto di qualità, e un grande aiuto per l’ambiente, in quanto si riciclano materiali che diversamente verrebbero inviati in discarica evitando lo sfruttamento di preziose risorse naturali”.

Leggere che la nostra attività può compromettere il territorio sinceramente ci ha fatto male – proseguono dalla ILC –perché quando per la prima volta sottoponemmo i nostri progetti all’allora amministrazione di Rondissone, furono tutti contenti ed entusiasti: grazie alla ILC, infatti, nella zona sono sparite tutte quelle piccole discariche abusive che si vedono sotto i ponti o nelle piazzole delle strade più isolate. Abbiamo contribuito a minimizzare l’impatto ambientale inserendo la nostra attività in una zona dove già erano presenti altri impianti, come appunto il nodo di distribuzione dell’energia elettrica di Terna, per cui l’impatto sul territorio non è stato così invasivo. Nell’esercizio della nostra attività siamo rigorosi nell’effettuare tutti i controlli richiesti dalle normative e dalle nostre autorizzazioni su tutti i nostri prodotti naturali e riciclati e monitoriamo con cadenza trimestrale le falde acquifere”.

Conclude il titolare della ILC: “Crediamo molto nella serietà e nella correttezza nel lavoro e nei rapporti commerciali, le porte della nostra azienda sono aperte a tutti e, nonostante la crisi dell’edilizia, vogliamo continuare a svolgere le nostre attività nel totale rispetto di tutte le norme vigenti”.

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