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RONDISSONE. Le commissioni devono essere pubbliche

Sono bastate davvero poche righe stampate nero su bianco a zittire chi era convinto che avessero torto e marcio pure. Il Comitato civico per la difesa dell’acqua pubblica aveva ragione. Le commissioni consiliari sono sedute pubbliche a cui tutti i cittadini possono assistere. Alle commissioni Ambiente del 17 e del 31 marzo scorsi, che avevano per oggetto l’organizzazione della Giornata dell’Ambiente che si è svolta domenica pomeriggio, avevano il diritto di partecipare. A dirlo è stato il segretario reggente del difensore civico di Torino, Giorgio Musso, che mercoledì scorso ha risposto alle segnalazioni del gruppo dei cittadini rondissonesi guidato da Barbara Squillace, Giuseppe Tosetto e Rocco Perrone, impegnato ormai da più di un anno nella tutela dell’ambiente. “Il regolamento comunale prevede che le commissioni consiliari siano pubbliche salvo decisione autonoma della commissione consiliare”, così si legge nella lettera arrivata.

Sarà mia cura– scrive Musso- avvisare il presidente della commissione Ambiente del Consiglio comunale che, nel caso di prossima seduta, apra al pubblico la stessa riunione salvo decisioni contrarie motivate per la riservatezza di dati personali o di situazioni del tutto riservate”. Il Comitato, insomma, non potrà più essere costretto a fare marcia indietro di fronte a motivazioni che proprio non reggono. Lo scorso 17 marzo, i tre attivisti erano stati mandati via dalla seduta presieduta dal consigliere di minoranza Davide Cambursano con il “collega” Michele Biscotti e l’assessore Claudia Ghignone con la motivazione che lo Statuto comunale non prevedeva la presenza del pubblico. Fatto poi smentito sulle colonne del nostro giornale, che aveva riportato per filo e per segno gli articoli dello Statuto e del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel) che invece sosteneva il contrario. La stessa situazione si era verificata nemmeno due settimane dopo. Durante la seduta del 31 marzo, i commissari si erano nuovamente incontrati per discutere sempre dell’ organizzazione della festa dell’Ambiente. Appoggiati questa volta dal sindaco Miriam De Ros, avevano ricevuto di nuovo un “no” con la giustificazione che per esser lì era necessario essere inviati.

Ma d’ora in poi non sarà più così. O almeno si spera.

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