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Franco Lomater
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RONDISSONE. Il “Delrio” riapre la porta a Lomater

Si torna all’antico, tanto caro ai sindaci dei piccoli comuni italiani. La scorsa settimana è passato in Senato il disegno di legge di riforma degli enti locali. Il cosiddetto “Delrio”, dal nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri di Matteo Renzi, Graziano Delrio, che autorizza il terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a tre mila abitanti. Una rivoluzione, insomma. Una notizia che, sommata al fatto che i consiglieri saranno riportati da sei a dieci, scompiglia le carte in vista delle ormai prossime elezioni amministrative.

No, non continuo più quest’esperienza. Non perché non mi piaccia, perché ne sono entusiasta, ma perché finirei per essere ‘ingombrante’ se dovessi fare l’assessore o il consigliere: la comunità continuerebbe a vedermi come sindaco, e si finirebbe con il dare un riferimento sbagliato ai cittadini”. Così il sindaco uscente Franco Lomater, lunedì scorso, in una chiacchierata in Municipio prima che la legge sul terzo mandato venisse ‘licenziata’ dal Senato.

Continuo a restare della mia idea. L’ho promesso alla mia famiglia, ma… Ma sono in molti oggi quelli che mi chiedono di ripensarci…”. Così il primo cittadino di Rondissone, venerdì mattina, al telefono, dopo che il “Delrio” è stato approvato dal Parlamento.

Lascia una porta aperta, il sindaco Lomater, all’ipotesi fino all’altro ieri impossibile, di una sua candidatura a sindaco. Lui, con la metà dei suoi 48 anni passati in Municipio, un po’ consigliere, un po’ assessore, un po’ sindaco, c’è da scommetterci che ci stia perdendo il sonno la notte, dietro la porta che gli si è di nuovo spalancata di fronte. Con una maggioranza che non ha ancora scelto il suo candidato sindaco, divisa tra il vice Alessandro Angiono e l’assessore alla Cultura Enrico Occhiello, la possibilità che Lomater possa metterci, per tutti, di nuovo la faccia, è quasi una “manna dal cielo”.

D’altro canto, lui stesso, in queste settimane che hanno portato al voto, ha continuato a mantenere una posizione “super partes”. Quasi distaccata, rispetto agli eventi che portavano alle formazione delle liste e alla scelta delle candidature. Così, lunedì scorso, Lomater: “In questi mesi mi sono messo a disposizione di qualsiasi compagine intenda candidarsi – ci ha spiegato -. L’ho fatto perché dopo dieci anni da sindaco, sarebbe un peccato che si perdessero le esperienze, i contatti, i rapporti che si sono instaurati anche con altre istituzioni. In questo mio percorso, ho pensato di rivolgermi a tutti coloro che hanno piacere di avvicinarsi a questo mondo, per mettere a disposizione tutto ciò che sono riuscito a fare per il bene del paese. Non l’ho fatto per sostenere la candidatura di uno piuttosto che di un altro: questo mio comportamento non ha creato alcun problema all’interno della maggioranza. E’ stato visto nella maniera giusta”. Ora, però, la possibilità di non disperdere tutto quel bagaglio di esperienze, contatti, conoscenze, c’è per davvero. Ovviamente, famiglia Lomater permettendo…

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