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ROMANO. Valter Porrini non le manda a dire

Ad una settimana di distanza da quando ha rassegnato le dimissioni dalla carica di vicesindaco (rimettendo le deleghe ad agricoltura, ecologia, sport e tempo libero, gestione lavori sul territorio, protezione civile, politiche giovanili, rifiuti, trasporti), Valter Porrini svuota il sacco e con una fitta lettera svela il perchè e il per come ha deciso di dire addio alla maggioranza ad appena sei mesi dalle ultime elezioni comunali (che lo avevano visto peraltro il candidato più votato) e dopo ben cinque anni e mezzo trascorsi al fianco del primo cittadino Oscar Ferrero con il quale, solo fino a poco tempo fa, sembrava essere “pappa e ciccia”.

Troppa disattezione verso le difficoltà quotidiane della gente, a quei lavoretti di manutenzione, di viabilità e di messa in sicurezza che sono il cuore dell’attività amministrativa dei piccoli paesi, a favore di iniziative dispendiose ed evanescenti.

“Il Comune – dice – non deve farsi carico di finanziare iniziative di privati ed associazioniva bene sostenerle dal punto di vista logisticoAbbassiamo le tasseVeniamo incontro alla gente.”

Porrini se la prende soprattutto con gli ex colleghi di giunta Francesco Zappia e Silvana Carletti ma ne ha per tutti, anche per le new entry di questa tornata. “Non mi facevano sapere nulla, mi hanno fatto le scarpe” racconta a chi lo vede in paese.

Non d’accordo su tante cose – prosegue, un fiume in piena –Siamo ancora in attesa dei soldi per mettere in sicurezza la provinciale. Cosa bisogna aspettareun altro morto? C’è stato il furto nella sede della Protezione Civile, con i loro ‘ci penso io’ rischiamo di rimetterci 30mila euro per riacquistare i mezziE poi cosa fanno? I mercatinicon i nostri soldi. Mettono fiori. Adesso vogliono ridare i contributi alla Battaglia sul Chiusella. Io mi sono occupato di diverse cose, a partire dall’affidamento in gestione della palestrache hanno sempre portato risorse nelle casse del comuneQuando c’era da spalare la neve era io a correreLa differenza fra me e loro è che io non sono un politico”.

Che cosa farà? “Opposizione senz’altro ma se condivido certe scelte le riconoscero’ e votero‘”.

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