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ROMANO. Il Comune si doterà di un piano di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile

Il Comune di Romano si doterà di un piano di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile. E’ l’impegno preso mercoledì scorso, nell’incontro pubblico convocato dal locale Comitato contro le antenne, e condiviso da tutti e tre i candidati alla carica di Sindaco alle elezioni del prossimo maggio (Ferrero, De Bei e Formento). I piani di localizzazione, secondo la legge 36 del 2001, servono per la minimizzazione dell’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici, garantendo il servizio. Sono dinamici, nel senso che, partendo dalla rilevazione attuale, realizzano una mappatura, mq per mq, per capire quali siano le zone idonee per la collocazione di una nuova antenna. Quindi, installato un nuovo impianto e cambiando i valori, la mappatura viene rieseguita nuovamente. Il Comitato ne ha proposto l’adozione in base al consiglio carpito da un rappresentante di Legambiente, nel corso di un precedente incontro, il mese scorso, al salone Rodari con tutti i Comitati della zona.

 Due sono però le noti dolenti: il costo e l’utilità. Secondo i preventivi, esposti dal Sindaco Oscar Ferrero, la redazione costerebbe 13mila euro a cui si aggiungerebbero 7mila euro l’anno per il monitoraggio. Il Comitato aveva addirittura proposto di autotassarsi. Il Comune non ne ha voluto sapere. Anche De Bei ha espresso apertura: “se c’è una minima garanzia troviamo le risorse, senza pesare sul contribuente ma togliendole da altre voci diminuibili“. Formento ha invece puntato il dito sull’Arpa: “abbiamo un organo deputato, facciamolo funzionare”. Di certo c’è che il piano di minimizzazione non dà garanzie immediate. Lo ha chiarito bene Salussolia, del Comitato. “Darà, però – ha sottolineato quest’ultimo – effetti a lungo termine perchè permette di spostare il livello di contrattazione con le aziende ed è l’unico strumento, stando a sentenze emesse, per vincere un’eventuale causa. E’ un investimento su futuro perchè sapremo a quali campi magnetici siamo e siamo stati sottoposti”. “La legge favorisce l’installazione di questi impianti – ha concordato Ferrero – ma, tra cavilli e virgolette, possiamo cercare di mettere i bastoni tra le ruote“.

Il Comitato addirittura ventilava l’ipotesi di una “zona bianca”, un’idea che si sta diffondendo nel mondo per tutelare le persone elettrosensibili ma che, secondo altri cittadini sarebbe “antidemocratico nei confronti delle nuove generazioni” (basta pensare che persino al Mulino il telefonino non prende!).

Nell’immediato rimane però il problema di dare una risposta alla Telecom che ha presentato una nuova richiesta di insediamento di due ripetitori, nell’interesse principale di coprire sia il capoluogo e la frazione che l’autostrada, ed ha già bocciato la proposta pervenuta dal Comune per l’utilizzo di un terreno fuori dal centro abitato di Cascine. L’obiettivo è mantenere la contrattazione sul piano delle aree pubbliche, in modo da mantenere un controllo sulle collocazioni, ed evitare che l’azienda si rivolga a privati, a cui i compensi per l’affitto possono senz’altro far gola. “Già la Vodafone – ricorda Caterina Cagnineiaveva detto di preferire il suolo pubblico ma tre cittadini si sono fatti avanti ed altri potrebbero spuntarne“. “Stiamo cercando di trovare una soluzione alternativa – garantisce il Sindaco -. E’ già positivo che Telecom sia venuta a parlare con noi. Abbiamo proposto di ridurre gli impianti da due a uno. Il prossimo passo sarà quindi l’individuazione di una zona adatta ed un sopralluogo con i nostri tecnici”.

 

 

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