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ROMANO. Cerca di corrompere i carabinieri per non sottoporsi al’alcool test. Alla sbarra

Causa un incidente mentre si trova ubriaco alla guida della sua auto e poi cerca di corrompere alcuni carabinieri per evitare l’alcool test e la relativa sanzione per guida in stato di ebbrezza. Per questo Mohamed Sabouh, giovane di origine araba (difeso dall’avvocato leo Davoli), è finito alla sbarra, presso il Tribunale di Ivrea, con l’accusa di istigazione alla corruzione, reato previsto dall’articolo 322 del codice penale.

I fatti risalgono alla notte del 9 gennaio 2011 e sono stati ricostruiti l’altra settimana, nell’aula penale di Palazzo Giusiana, da Valentino Basanese, rimasto coinvolto nel sinistro stradale, su via Marconi a Romano, a causa di una manovra errata del Sabouh, e dai militari che intervennero sul posto, mentre transitavano lungo la strada durante un consueto servizio di pattuglia. Basanese ha ricostruito la dinamica.

“Quella sera – ha riferito al giudice Marianna Tiseo – stavo arrivando dall’incrocio vicino al cimitero di Romano quando, in prossimità del dosso, davanti al ristorante cinese, un’auto mi è venuta addosso in retromarcia. Nel frattempo sono passati i Carabinieri. Ho sentito che l’uomo dell’altro veicolo parlava di offerte di denaro ma io ero intento a compilare il cid”.

Il Carabiniere Savatore D’Atteo, della locale stazione di Strambino, ha riferito che Sabouh aveva estratto, porgendogliele, due banconote da 50 euro ciascuna. “Io e il collega gli abbiamo detto di ritirarle perchè sarebbe incorso in un ulteriore reato. Lui ci ha detto che eravamo razzisti, che lo facevamo soltanto perchè lui era straniero, e ci ha insultati”.”Vi dò 50 euro così non mi ritirate la patente” avrebbe ridabito l’imputato. “Ha cercato di corromperci, ci ha chiesto di chiudere un occhio” ha aggiunto l’appuntato Alessandro Valenza, interrogato dal Pm.

La medesima scena si sarebbe ripetuta con il Brigadiere Antonio Pascarella del Nucleo Radiomobile di Ivrea, chiamato per effettuare l’alcool test. “Mi ha chiesto di allontanarci per parlare – ha raccontato quest’ultimo – e mi ha offerto mille euro, dicendomi che gli altri avevano rifiutato l’offerta di 500 euro a testa. Visto che non c’era possibilità di accordo ci ha detto che ci avrebbe fatto un culo così, che conosceva persone nella Guardia di Finanza”. Il processo è stato rinviato al 3 luglio.

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