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ROMA. Università: in coda per il test di Medicina, il M5S: “Lo rivedremo”

Boom di candidati, oggi, come ogni anno, in occasione dei test per l’accesso alla facoltà di Medicina e Odontoiatria in tutta Italia. Già poco dopo le 7 di questa mattina molti di loro erano già in coda davanti agli atenei, e per molti non era il primo tentativo. Hanno presentato domanda in 67.005 (erano 66.907 nel 2017) per 9.779 posti a Medicina (erano 9.100 lo scorso anno) e 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017). In sostanza, meno di uno su 6 riuscirà a farcela. Domani si proseguirà con Medicina Veterinaria, il 6 settembre sarà la volta di Architettura; il 12 settembre è fissato il test per le Professioni sanitarie, il 14 settembre Scienze della formazione primaria. I quesiti – 60 a cui i candidati devono rispondere in 100 minuti – oggi sono apparsi difficili alla maggioranza dei candidati.
L’esercito di aspiranti medici – e la carenza di medici in alcune specializzazioni – ha spinto oggi il presidente della Crui, la Conferenza dei rettori italiani, Gaetano Manfredi, ad una apertura: nel giro di due anni i posti disponibili per Medicina ed Odontoiatria negli atenei italiani potrebbero facilmente salire a 15 mila, mantenendo alta la qualità dell’insegnamento. Parla di necessaria revisione anche il titolare del Miur, Marco Bussetti: “E’ un tema che affronteremo certamente – ha detto – come affronteremo l’ammissione rispetto alle richieste delle professioni del futuro, anche relativamente alle specializzazioni a Medicina, per riempire i vuoti che ci sono”.
Più decisi i Cinque Stelle, i quali ricordano che “Garantire al maggior numero possibile di studenti l’accesso all’università è uno degli obiettivi di questo Governo, chiaramente scritto nel Contratto sul quale si fonda. Mantenere le facoltà a numero chiuso vuol dire penalizzare migliaia di studenti senza dare loro l’opportunità di impegnarsi e dimostrare quanto valgono nelle materie che hanno deciso di studiare”.
Oggi, come ogni anno, sono state numerose le polemiche da parte di chi si oppone al numero chiuso nelle facoltà universitarie. “Il numero chiuso, che escluderà oltre un milione di studenti dall’università, deve essere cancellato, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale”, ha affermato Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu, l’Unione degli universitari. Per Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi “se questo è veramente il Governo del cambiamento, gli chiediamo di cancellare il numero chiuso, partendo dal presupposto che bisogna pensare a scuola e università come a due percorsi non distinti ma in continuità”. Anche per Alessio Bottalico, Coordinatore di Link – Coordinamento Universitario “è inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi”. A Firenze sei giovani, militanti del Fronte della gioventù comunista, che hanno srotolato uno striscione, acceso alcuni fumogeni e letto al megafono un intervento contro i test, sono stati portati in questura; nei loro confronti scatterà una denuncia per manifestazione non autorizzata. Ma dal Miur si assicura che, almeno per quanto riguarda Medicina, partirà a breve un ragionamento con gli Atenei.

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