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Il carcere delle vallette a Torino

ROMA. Troppe aggressioni ad agenti nelle carceri, Osapp scrive a governo

Le “continue aggressioni, lesioni e intossicazioni di poliziotti penitenziari negli istituti di pena” e “l’assenza di interventi e iniziative da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”, hanno spinto Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, l’organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, a scrivere al Governo, alla Camera e al Senato, per chiedere provvedimenti urgenti fino alla riforma del corpo di polizia penitenziaria.
Nonostante la diminuzione negli due ultimi anni di circa il 20% del numero di detenuti nelle carceri, “le aggressioni con le lesioni anche gravi, le intossicazioni da fumo, gli insulti nei confronti del personale di polizia penitenziaria sono tutt’altro che diminuiti e – scrive Beneduci – se addirittura possibile, risultano persino peggiorati”. Nel solo ultimo mese, ricorda il segretario dell’Osapp, i casi più gravi sono avvenuti a Verona, dove un detenuto, ha aggredito un agente con calci e pugni costringendolo a ricorrere a cure sanitarie e, dove, pochi giorni dopo, lo stesso detenuto, dopo aver allagato gran parte della sezione, ha scagliato una macchinetta da caffe’ alla nuca di un altro agente. Nello stesso carcere un altro detenuto ha dato fuoco a materassi della cella, rendendo necessaria l’evacuazione di tutti i detenuti nei cortili e causando l’intossicazione di 12 agenti. Dall’elenco non mancano gli episodi di autolesionismo e aggressione, come quello del 17 aprile nella casa circondariale di Sollicciano a Firenze, dove un detenuto si è ferito alle braccia, dando poi in escandescenze in infermeria scagliando un computer addosso a due agenti, o come il 23 aprile a Torino, dove un agente è stato ferito alla testa e al collo con una lametta. E sempre a Torino 4 agenti sono rimaste ferite nel tentativo di calmare una detenuta in escandescenze. Incendio di materassi anche a Ivrea, dove 10 agenti e 2 detenuti sono rimasti intossicati. “Sono solo alcuni degli episodi che si verificano nelle carceri italiane in maniera pressoché quotidiana” dice Beneduci, con un alto livello di violenza nei confronti di appartenenti ad un corpo, quello di polizia penitenziaria, nel quale i suicidi “hanno una frequenza di 7/8 volte superiore a quelli nella popolazione ordinaria”. Da qui la richiesta di “urgenti iniziative per una migliore organizzazione degli istituti penitenziari e una debita responsabilizzazione dei direttori e dei comandanti di reparto, anche per quanto riguarda l’ingiustificato ‘permissivismo’ nei confronti dei detenuti maggiormente violenti” e altrettante urgenti iniziative, “se del caso anche di riforma, nei confronti di una Polizia Penitenziaria particolarmente abbandonata a stessa”.

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Blogger: Andrea Bucci

Andrea Bucci
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