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ROMA. Tav: Toninelli, lavori fermi finchè non decido. Gelo Lega

“Adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla, ai fini dell’avanzamento dei lavori sulla Tav”.
Le parole di Danilo Toninelli arrivano inattese. Le scrive su Facebook, il giorno dopo aver aperto a scelte – caldeggiate dalla Lega – che portino a un “miglioramento” della tratta ad alta velocità, senza bloccarla come chiede invece gran parte del mondo M5s. L’obiettivo, frena oggi il ministro pentastellato, è “ridiscutere integralmente l’infrastruttura, senza preclusioni ideologiche ma senza subire il ricatto delle scandalose scelte precedenti”. Una valutazione è in corso. Di qui l’avvertimento a tutti i soggetti coinvolti nell’opera, da Telt, la società che affida i contratti, agli uffici ministeriali: finché una decisione non sarà presa, deve restare tutto fermo.
A pesare è un precedente, datato 6 giugno. A governo appena insediato, Rete Ferroviaria Italiana e il consorzio Cepav due firmarono quel giorno il contratto per il primo lotto di lavori della Tav Brescia-Verona, una delle grandi opere che i Cinque stelle intendevano ridiscutere. E’ dunque per evitare di essere di nuovo scavalcato che Toninelli mette in guardia da tentativi di anticipare scelte del governo con “atti ostili” che facciano avanzare l’opera. Ma è anche un messaggio politico, quello del ministro: un messaggio al mondo no-Tav che si era parecchio agitato per la sua apertura a un “miglioramento” dell’opera.
Toninelli esprime “rabbia e disgusto” per “l’enorme sperpero di danaro pubblico” messo in atto “per favorire cricche e persino la criminalità organizzata” come nel caso del “‘prenditore’ che al telefono diceva ‘ci mangiamo la torta dell’alta velocità’?”.
La Lega resta in silenzio. Ma è un silenzio che pesa, se si considera la linea espressa un mese fa dal sottosegretario leghista alle infrastrutture Edoardo Rixi era contraria al blocco totale delle opere (“Siamo per farle meglio e più velocemente”). Una linea che cozza con quella di chi, come il senatore piemontese del M5s Alberto Airola, dice che bloccare la Tav è un patto “fondante” del M5s e dunque “non si farà mai”, anche perché – sostiene – la Lega non è più quella “dei diamanti di Belsito” e dunque “non sosterrà l’onta” davanti ai cittadini.
Il ministro blocca tutto, nell’attesa di decidere. Ma l’opposizione coglie la palla al balzo per rimarcare le divergenze nel governo. “I grillini in Piemonte difendono quelli che contestano la Tav e Salvini non si fa vedere a dare solidarietà alle Forze dell’Ordine…”, attacca Matteo Renzi. E dal Pd Ettore Rosato lo invita a denunciare alla magistratura se davvero ha le prove di quello che definisce “un verminaio di sprechi, connivenze corruttive”. “Di concludere l’opera i 5Stelle non hanno alcuna volontà – attacca da Fi Giorgio Mulè – vogliono riportare il Paese all’età della pietra”.

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