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ROMA. Scuola: Anief, su chiamata diretta siamo al ‘fai da te’

Siamo al ‘fai da te’ nei colloqui per selezionare i docenti collocati negli ambiti territoriali: è quanto denuncia l’Anief. Secondo il sindacato, un numero sempre maggiore di questi colloqui prevedono un modus operandi “discutibile” e che indaga nella vita privata dei candidati, andando oltre le indicazioni ministeriali.

L’Anief cita alcuni casi: in Calabria, un istituto superiore chiede di svolgere “una lezione frontale da parte dell’aspirante”; in un liceo scientifico di Asti, si chiede l’esposizione di un modulo estratto a sorte tra quelli proposti.

C’è il caso di un liceo di Romano di Lombardia, che chiede tra i titoli un corso specifico di aggiornamento gestito dall’Ust Bergamo su alternanza scuola-lavoro con certificazione, tagliando in questo modo tutti i professori che arrivano da Sud.

E c’è anche, aggiunge il sindacato, chi chiede il curriculum corredato da un video di presentazione a mezzo o busto intero.

L’Anief ricorda che le linee guida emanate dal Miur hanno ampiamente chiarito come il colloquio, in presenza o via internet, debba servire ai docenti candidati esclusivamente per “illustrare il proprio cv e acquisire informazioni utili per scegliere tra le diverse scuole”. E non avrebbe dovuto avere alcun valore “concorsuale”, perché i docenti non devono dimostrare di avere competenze.

“La personalizzazione delle selezioni dei docenti collocati negli ambiti territoriali in chiave aziendalista – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief – sta superando la fantasia e, per quanto ci riguarda, non possiamo che ribadire la nostra intenzione di coinvolgere il Tar in tutti quei casi in cui non sia stata rispettata la legittimità costituzionale e quanto indicato nel Ptof. C’è il precedente, su questo tema, della Consulta, che ha stroncato il tentativo maldestro della Lombardia di procedere a selezioni non molto diverse da quelle che ora si stanno svolgendo nelle nostre scuole, con l’aggravante che stavolta è lo Stato italiano a selezionare dei docenti con modalità diverse in base all’anno di assunzione, al tipo di provincia e ora pure al dirigente scolastico”.

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